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Non so voi lettori, ma personalmente ho trovato insopportabile la 23ma giornata di Serie A, conclusa ieri con la larga vittoria del Milan in casa del Bologna. Una giornata di campionato che sembrava, veramente, non voler finire mai: la storia infinita, per citare un film iconico degli anni ’80.

Per come la vedo io, ma sono davvero curioso di sentire altre campane, un turno di campionato che dura 5 giorni, semplicemente non ha senso.

Lazio-Genoa ad aprire le danze venerdì sera, 3 partite sabato, 3 domenica, Udinese-Roma lunedì sera e Bologna-Milan martedì. In mezzo una sessione di calciomercato chiusa lunedì a meno di due ore dalla sfida di Udine.

Una sola domanda, tramandata dagli antichi romani in lingua latina, riecheggia nella mia testa: cui prodest? A chi giova?

Sicuramente al Milan ha fatto bene avere 9 giorni di tempo per preparare la sfida di Bologna: al Dall’Ara abbiamo visto una delle versioni più convincenti della squadra di Allegri, anche se il sospetto che il Bologna ci abbia messo del suo è tanto.

La squadra di Italiano è letteralmente crollata nelle ultime 10 partite, nelle quali ha totalizzato appena 6 punti, scarno frutto di 1 vittoria (contro il Verona) 3 pareggi e ben 6 sconfitte. Più di un trend negativo, una vera e propria disfatta: peggio dei felsinei hanno fatto solo Lecce e Pisa, mentre la Cremonese ha totalizzato gli stessi punti.

Contro questo Bologna il Milan, fresco e riposato, ha letteralmente passeggiato, permettendosi un secondo tempo di gestione con il risultato già in cassaforte al48’ e sfiorando più volte il poker volando in contropiede nelle praterie lasciate dietro dagli avversari.

Con la vittoria di Bologna i rossoneri sono saliti a 50 punti in classifica, a -5 dall’Inter capolista e, soprattutto, a +7 dalla Roma quinta: il vantaggio sulla quinta è fondamentale perché mette una seria ipoteca sul raggiungimento della qualificazione in Champions League, vero traguardo stagionale della squadra di Allegri, il quale non manca di ricordarlo alla stampa ogni volta che si accendono i microfoni davanti a lui.

È proprio della Roma di Gasperini il grande tonfo di giornata, in casa dell’Udinese: il nervosismo del tecnico a fine gara è lo specchio di un malessere più profondo, che sfocia in insoddisfazione.

Il mercato di gennaio non ha pienamente convinto Gasperini, né per le tempistiche con le quali si è mossa la società né per la quantità complessiva dei rinforzi. Sono arrivati tutti giocatori offensivi, che servivano, ma non è stata messa mano sugli esterni di difesa (soprattutto a sinistra) e a centrocampo, dove il tecnico avrebbe voluto dei puntelli.

Dopo aver accarezzato sogni di gloria, sentendo di essere ad un passo dal definitivo salto di qualità, Gasperini sente probabilmente, oggi più che mai, di non poter competere con le grandi di questo campionato e teme di veder svanire anche la qualificazione alla Champions League, che sembrava alla portata.

Oggi come oggi Inter e Milan sono distanti, non solo per la Roma, che è a -12 dalla capolista e a -7 dai rossoneri, ma anche per il Napoli e la Juventus, che si ritrovano rispettivamente a -9 e a -10 dalla vetta.

Il rischio che l’Inter possa prendere il largo è sempre alto, ma per adesso dobbiamo ringraziare Allegri (tanto criticato quanto efficace) se la lotta scudetto non è già chiusa.

L’articolo La storia infinita proviene da IlNewyorkese.

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