
ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di gennaio, il mercato dei veicoli industriali chiude con un avanzo del 4,0%, con 2.680 immatricolazioni rispetto alle 2.578 registrate nel 2025. Il segmento dei veicoli pesanti, con massa pari o superiore a 16 t, risulta sostanzialmente stabile, segnando il -0,3% su base mensile.
Decisamente positivo il risultato dei veicoli con massa compresa tra 6,01 e 15,99 t, che fanno registrare un incremento del 30%. Ancora più marcata la crescita dei veicoli leggeri fino a 6 t, in aumento dell’80,4%, trainata dalle immatricolazioni di modelli di veicoli commerciali leggeri a trazione alternativa che, per via del maggiore peso, superano la soglia delle 3,5 t.
“Per accelerare il rinnovo del parco e stimolare la competitività dell’autotrasporto in un’ottica di sostenibilità, UNRAE ribadisce da tempo la necessità di un insieme coordinato di condizioni abilitanti. Risultano fondamentali strumenti incentivanti e fiscali stabili, semplificazioni normative, nonché agevolazioni all’utilizzo dei mezzi di nuova generazione”, commenta il Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Giovanni Dattoli.
“A tale riguardo, valutiamo positivamente l’istituzione del Fondo pluriennale promosso dal MIT quale segnale concreto a sostegno della modernizzazione del settore e apprezziamo il dialogo costruttivo avviato con il Ministero. Restano, tuttavia, da chiarire le modalità di utilizzo degli ulteriori 19 milioni di euro già stanziati per la decarbonizzazione del parco circolante, ad oggi non ancora allocati”, aggiunge Dattoli.
Parallelamente, assume particolare rilevanza la revisione normativa attualmente in corso a Bruxelles nell’ambito del “Pacchetto Automotive”, destinata a incidere anche sugli standard emissivi e sugli strumenti di supporto alla transizione tecnologica dei veicoli pesanti.
“La transizione verso mezzi più efficienti e a basse o zero emissioni richiede un approccio pragmatico e sistemico, a partire dalla definizione di obiettivi regolatori chiari e di sostegni calibrati sulle reali esigenze delle imprese. Ciò risulta ancora più necessario alla luce degli elevati costi di investimento, della ancora limitata disponibilità di infrastrutture di ricarica e di rifornimento a idrogeno e delle persistenti incertezze regolatorie che rendono complessa la pianificazione da parte delle aziende di trasporto e logistica”, conclude Dattoli.
-Foto grafica Unrae-
(ITALPRESS).