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È il giorno di Italia-Irlanda del Nord, il sogno americano azzurro passa da Bergamo

L’Italia ci riprova: dopo il fallimento contro la Svezia nel 2017 e contro la Macedonia del Nord nel 2022 gli azzurri cercano di nuovo il pass Mondiale passando ancora una volta dallo spauracchio chiamato spareggio. Due cicatrici ancora aperte. Due assenze al Mondiale che hanno cambiato la percezione di una Nazionale abituata ad essere sempre presente, e spesso protagonista, nei grandi eventi del panorama internazionale.

Oggi, a Bergamo, contro l’Irlanda del Nord, l’Italia sarà chiamata a battere non solo gli avversari ma anche i fantasmi delle disfatte precedenti, che continuano ad aleggiare nell’aria.

Il CT della Nazionale Gennaro Gattuso l’ha dichiarato apertamente: “È la partita più importante della mia carriera”. E non è retorica. È il peso specifico di una gara che vale tantissimo. La prima di due sfide playoff che possono ridare agli azzurri la partecipazione ad un Mondiale che manca da Brasile 2014: ma se l’Italia non vincerà stasera la seconda sfida neanche ci sarà.

Gattuso lo sa e da tempo prova a trasformare la pressione in energia. Ha scelto Bergamo, uno stadio caldo, compatto, lontano dalle tensioni delle grandi città e dei grandi stadi, come San Siro. Una scelta fatta per cercare un ambiente che sostenga invece di giudicare.

Dall’altra parte c’è una squadra che sembra costruita apposta per alimentare i fantasmi italiani.

L’Irlanda del Nord non ha nulla da perdere. E proprio per questo diventa ancor più pericolosa.

Il suo commissario tecnico, Michael O’Neill, è stato diretto: la pressione è tutta sugli azzurri. I suoi giocatori scenderanno in campo senza paura, con leggerezza, pronti a sporcare la partita, ad allungarla, a portarla dove l’Italia soffre di più: sul piano nervoso.

E poi c’è quella frase, apparentemente provocatoria, ma in realtà lucidissima, che ha già fatto tanto discutere: “Noi senza paura, l’Italia non ha più Totti e Del Piero”.

Si è detto e scritto molto su queste parole, che hanno ovviamente dato il titolo alla conferenza della vigilia del tecnico nord irlandese. Probabilmente Gattuso le userà come leva motivazionale per i propri ragazzi, per passare dalla tensione alla voglia di dimostrare il proprio valore.

In realtà, al di fuori del titolo che hanno regalato alla stampa, le parole del CT irlandese sono state molto meno nette. Alla domanda su quale sia il giocatore italiano che temono di più O’Neill ha risposto: “Non credo ci sia un singolo che ci faccia paura. Conosciamo bene l’Italia e la forza del suo centrocampo, ma questa squadra non ha un Del Piero o un Totti: la forza di questa Italia è nel gruppo e non nei singoli. Detto ciò, rispettiamo la squadra: ha elementi che giocano ad alto livello“.  

È vero. Ma è anche il punto centrale del discorso. Questa non è una squadra di stelle, è una squadra di sistema. Funziona se resta compatta, se non si sfalda al primo episodio negativo. Se non cerca un salvatore della Patria che, ad oggi, che non c’è.

Gattuso lo ha spiegato bene: ci saranno due gare. Una con il pallone e una senza. Senza palla servirà soffrire, accettare i duelli, reggere l’urto fisico e mentale di una squadra che vive di seconde palle, verticalità e aggressività. Con il pallone servirà lucidità, velocità, coraggio.

È qui che si giocherà la vera sfida: nella gestione delle emozioni.

Perché tecnicamente l’Italia è superiore. Tatticamente ha più soluzioni. Individualmente ha più qualità.

Ma tutto questo, contro la Svezia e la Macedonia del Nord, non è bastato.

Per inseguire la Finale play off contro la vincente tra Galles e Bosnia Gattuso dovrebbe mettere in campo un 3-5-2 che oramai è diventato una sorta di “marchio di fabbrica” azzurro, anche perché molti club in Italia giocano con la difesa a 3.

Nessun dubbio in porta, dove Gigio Donnarumma è sicuro della propria titolarità.

Recuperato Bastoni, che partirà al centro della difesa, con Mancini a destra e Calafiori a sinistra. Una soluzione per far giocare contemporaneamente Bastoni e Calafiori, anche se il difensore dell’Inter ha sempre convinto di più da “braccetto” che da riferimento centrale.

Il centrocampo, come ha evidenziato il CT nord irlandese, è sicuramente il punto forte degli azzurri: dovrebbero partire titolari Locatelli, Barella e Tonali, anche se quest’ultimo è reduce da un infortunio in Champions che l’ha tenuto fuori due settimane, proprio come Bastoni.

Sulle fasce Politano a destra e Di Marco a sinistra, abituati al ruolo di “quinti a tutta fascia” nelle proprie squadre, mentre in attacco tutti danno per scontato la presenza della coppia KeanRetegui.

Un anno fa di questi tempi i due attaccanti si contendevano il titolo di capocannoniere della Serie A, oggi Retegui gioca nella poco allenabile lega Saudita, all’Al Qadsiah, mentre Kean è incappato in una stagione a dir poco negativa con la Fiorentina.

Fa rumore l’assenza dall’undici titolare di Pio Esposito, in rampa di lancio con l’Inter capolista, ma Gattuso evidentemente vuole affidarsi, almeno all’inizio, a giocatori esperti.

Ci sarà comunque tempo per cambiare in corso, con cinque cambia a disposizione e una gara lunga davanti. Potrebbe diventare lunghissima, se si dovesse andare ai supplementari…In quel caso i cambi a disposizioni diventerebbero addirittura sei.

L’articolo È il giorno di Italia-Irlanda del Nord, il sogno americano azzurro passa da Bergamo proviene da IlNewyorkese.

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