ROMA (ITALPRESS) – Il mercato europeo dell’auto torna in territorio positivo a febbraio, con una crescita dell’1,7% e quasi 980 mila immatricolazioni. Nel primo bimestre, però, il bilancio resta leggermente in calo e il divario con il 2019 è ancora ampio: oltre il 18% in meno, segno che la ripresa è ancora lontana. Tra i principali Paesi il quadro è molto differenziato: la Francia arretra in modo netto, mentre Germania, Regno Unito e Spagna crescono. L’Italia mette a segno la performance migliore del mese, con un +14%, e nel bimestre consolida la seconda posizione tra i grandi mercati europei. Resta però il nodo della transizione. Nel nostro Paese la quota di veicoli ricaricabili è la più bassa tra i principali mercati: a febbraio si ferma al 16%, divisa tra elettriche pure e ibride plug-in. La media europea è ben più alta, intorno al 29%, con Germania e Regno Unito in testa. Per Unrae, l’associazione che riunisce le case automobilistiche estere, uno dei punti-chiave sono le flotte: “le auto aziendali rappresentano il principale motore della transizione energetica nel settore. Senza una riforma della fiscalità orientata alla sostenibilità ambientale l’Italia non sarà in grado di centrare gli obiettivi europei, correndo il rischio di trasformarsi in un mercato di serie B”, dice il direttore generale Andrea Cardinali. Sul fronte infrastrutture, Unrae ricorda gli squilibri territoriali nella distribuzione delle colonnine e la necessità di accelerare sulla rete. Sul lato della domanda pesano gli incentivi: “l’Italia si trova in una posizione di netto svantaggio”, conclude Cardinali, ricordando che negli altri grandi mercati europei i programmi di sostegno sono già attivi e spesso pluriennali.mgg/azn