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La transizione sostenibile nuovo terreno di competizione globale

La transizione sostenibile nuovo terreno di competizione globale

ROMA (ITALPRESS) – La transizione sostenibile non è più soltanto una risposta alle sfide ambientali e non è in discussione per le imprese, ma rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, emerge un forte disallineamento tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un’eccessiva complessità normativa che compromette l’efficacia delle azioni. È quanto emerge dal rapporto strategico realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato in occasione del Forum Erion 2026 presso il Palazzo della Cancelleria a Roma.

Il rapporto ha individuato le priorità alle quali non è più possibile rinunciare per continuare a competere nella transizione sostenibile, offrendo a imprese e decisori una mappa delle aree su cui costruire un’azione comune più efficace. Poiché tra il 1980 e il 2024 gli eventi climatici estremi in Europa, hanno causato perdite economiche stimate in circa 822 miliardi, senza una vera transizione sostenibile e in caso di immobilismo climatico, il costo degli eventi estremi potrebbe arrivare a pesare, per l’Italia, oltre 9,5 punti percentuali di Pil entro il 2035. Al contrario, accelerare sin da subito la trasformazione in corso potrebbe generare benefici superiori ai costi, con una crescita del PIL che potrebbe superare l’1,1% già nel 2035 e fino all’8,4% al 2050.

“Le politiche per la sostenibilità vanno realizzate con un approccio pragmatico, puntando su priorità che rappresentano una componente irrinunciabile della competitività, come l’autonomia energetica, la circolarità e la resilienza delle supply chain”, afferma Danilo Bonato, direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion Compliance Organization.

Le aziende italiane che adottano modelli di economia circolare sono del 28% più solide da un punto di vista creditizio e risultano quindi più appetibili per gli investimenti privati: rispetto ai competitor tradizionali, le imprese circolari generano in media 1,5 volte più cassa, si indebitano del 6% in meno e vantano una maggior capacità di coprire il debito con il risultato operativo (24%). Per questo, nonostante l’imprevedibilità dell’attuale scenario regolatorio europeo, il 75,5% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità e il 68,6% dichiara di aver rafforzato le proprie politiche ESG negli ultimi tre anni.

Nel momento in cui la sostenibilità diventa un fattore di competitività, le imprese devono poter contare su politiche e strumenti adeguati a trasformare gli obiettivi ambientali in opportunità di crescita e innovazione. Nessuna delle aziende coinvolte nello studio indica la riduzione dell’intervento pubblico come una priorità.

Al contrario, quasi il 60% ritiene necessario rafforzare il sostegno al sistema industriale attraverso incentivi continuativi, interventi sui costi dell’energia, semplificazione autorizzativa e supporto alle tecnologie pulite. Tra le principali pressioni competitive percepite dalle imprese emergono l’energia, l’innovazione sostenibile e gli standard ambientali di prodotto.

Il rapporto mostra che imprese e istituzioni non sono ancora del tutto allineate sulle priorità della transizione sostenibile. A incidere sono le divergenze sugli strumenti necessari per aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi prefissati ma, soprattutto, la complessità normativa che contraddistingue questi ambiti.

“Il nodo della transizione non è scegliere se andare avanti o tornare indietro È capire su quali priorità costruire la competitività futura del sistema produttivo UE. La transizione richiede di essere ripensata. a partire dalle aree non negoziabili per continuare a competere, innovare e generare valore. Senza dialogo, collaborazione e visioni condivise, imprese e decisori rischiano di muoversi lungo traiettorie divergenti, riducendo l’efficacia sia delle politiche industriali sia degli investimenti privati”, sottolinea Carlo Cici, partner & Head of Sustainability di TEHA Group.

– Foto ufficio stampa Erion –

(ITALPRESS).

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