
ROMA (ITALPRESS) – Il sindacato dei giornalisti Figec chiede di garantire a tutte le agenzie di stampa pari opportunità per la partecipazione al bando di “Gara europea a procedura aperta, articolata in 7 lotti, per l’affidamento di contratti aventi ad oggetto la fornitura dei servizi di informazione, media office e di prodotti videofotografici da parte di agenzie di stampa e fotografiche” pubblicato dalla Rai. Come ricorda giornalistitalia.it, l’8 giugno, il sindacato aveva chiesto e ottenuto la rettifica dei capitolati tecnici dei cinque lotti “con eliminazione del requisito dell’iscrizione alla Fnsi” per i giornalisti che producono i contenuti e la proroga all’8 luglio del termine per la presentazione delle offerte.
«Le criticità rilevate dai colleghi e da Italpress, MFNewswire, 9Colonne, Nova e Dire (e non solo, considerato che anche altre agenzie di stampa hanno espresso perplessità in merito) – afferma Figec – non possono che trovarci d’accordo sul fatto che un bando dal valore complessivo dell’appalto di 29milioni 720mila euro dovrebbe garantire il massimo coinvolgimento di quanti, quotidianamente, sono impegnati a garantire al nostro Paese un’informazione professionale di qualità».
«E’ ovvio – sottolinea la Figec – che le agenzie più grandi, ovvero quelle che impiegano il più alto numero di giornalisti per la realizzazione dei servizi, in virtù dei numeri meritano di ottenere punteggi, quindi, risorse maggiori, ma dovere del Servizio Pubblico dovrebbe essere quello di garantire a tutti la possibilità di partecipare. Se assicurano i servizi richiesti e, soprattutto, rispettano la dignità umana e professionale dei giornalisti – ricorda la Figec – anche i piccoli editori hanno il diritto di diventare grandi. Perchè pluralismo e democrazia sono anche e soprattutto questo: garantire pari opportunità a chi, con serietà e professionalità, chiede solo di lavorare onestamente».
Sia “La4 News”, la prima rete di imprese italiane formata dalle agenzie di stampa Italpress, MFNewswire, 9Colonne e Nova, che l’Agenzia Dire – ricorda giornalistitalia.it – evidenziano che «per come è strutturato, il bando mette a gara una molteplicità di servizi che difficilmente può essere soddisfatto da una o più agenzie di stampa italiane, anche ricorrendo a RTI».
Tra i servizi richiesti, sono infatti compresi notiziari testuali, in italiano e in inglese, rassegne stampa internazionali, in italiano e in inglese, rassegne social in formato video, servizi di media office, testuali, video e fotografici sui programmi Rai, servizi di grafica, servizi di immagini, servizi video chiusi, immagini in diretta anche con droni, notiziario Dow Jones.
«Questa complessità – spiegano – obbligherebbe le agenzie di stampa (e in particolare le medie e le piccole), ad acquistare i servizi di media office, di rassegna stampa, di dronisti da aziende esterne ed estere, senza poter valorizzare le professionalità interne».
Quanto alla copertura geografica minima, richieste per l’Italia: nazionale e regionale (con copertura di tutte le regioni); per l’Estero: UE (copertura strutturata quotidiana), aree strategiche (Mediterraneo, Medio Oriente, Nord America, America Latina, Asia-Pacifico, Africa).
Per quanto riguarda la Struttura Editoriale, il capitolato tecnico del lotto n. 1 prevedeva: «[…] giornalisti professionisti iscritti al Fnsi con presenza, in tutte le 22 regioni/province autonome italiane, di giornalisti professionisti inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69. I corrispondenti esteri devono essere almeno 20 con contratto di lavoro giornalistico e inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69». Dal lotto n. 2 al lotto n. 5, invece prevedeva: «[…]giornalisti professionisti iscritti al Fnsi e deve garantire la presenza di giornalisti professionisti inquadrati secondo l’articolo 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69». Condizione, quella dell’iscrizione alla Fnsi, cancellata – come si diceva – grazie all’intervento di Figec e rettificata con: «[…] giornalisti professionisti, operanti in tutte le 22 regioni/province autonome italiane, iscritti all’Albo dei giornalisti (Ordine dei Giornalisti) di cui all’art. 1 della Legge 3 febbraio 1963, n. 69, titolari di rapporti di lavoro che garantiscano adeguati livelli di continuità e stabilità del servizio», non meglio chiarito dalla Stazione Appaltante. «Tale struttura richiesta – sottolineano le agenzie di stampa – è discriminante su tutti i lotti in quanto prevede un impegno e una presenza alla portata di grandi agenzie».
Passando ai criteri di valutazione e ai punteggi, l’offerta tecnica prevede 50 punti discrezionali su 80 punti complessivi. Vi sarebbe, dunque, secondo gli interessati, una prevalenza di punti discrezionali.
Le agenzie di stampa, inoltre, hanno rilevato elementi contraddittori nel Lotto 2: Il servizio A richiede: “Flusso testuale di notizie internazionali, nazionali, regionali e locali” (pag. 5 del Capitolato Lotto 2), ma al settimo punto si chiedono: “Programmi video in diretta o on demand che approfondiscono temi di attualità e cultura, aggiungendo valore al contenuto informativo e interattivo”; all’ottavo: “un servizio che fornisca contenuti istituzionali, con grafiche professionali e aggiornamenti sulle politiche europee e italiane, una risorsa preziosa per la Rai in ambito internazionale”; al nono: “video schede informative che riassumono i fatti più importanti della giornata con un mix di testo e immagini, utile per una veloce comprensione dei fatti più rilevanti”; all’undicesimo: “un riflettore sul sistema universitario, con il proposito di valorizzarne le funzioni e il potenziale, motore per sviluppare e rafforzare il capitale umano locale, la crescita dell’occupazione e del sistema produttivo, sito web dedicato, podcast tematici, eventi, video e contenuti social”. In sintesi, a giudizio delle agenzie di stampa «appare evidente l’incoerenza tra la richiesta iniziale di flussi testuali e, in seguito, di video, grafiche, sito web, podcast tematici».
Criticità ci sarebbero anche nel Lotto 3: il servizio A richiede: “Flusso testuale di notizie nazionali e locali (pag. 5 del Capitolato Lotto 3), ma al sesto punto si chiede: “Focus su andamento di borsa e mercati finanziari nazionali e globali”. Inoltre, il servizio B richiede “Copertura informativa mediante notiziari internazionali e locali a carattere economico finanziario e di attualità” (senza alcuna specifica di orario), ma al primo punto vengono richiesti “notiziari generali 7 giorni su 7 H24”. Ancora: il Lotto 6 non prevede flussi testuali, ma “Fornitura di materiale fotografico e video a carattere nazionale ed internazionale”. Infine, il Lotto 7 non prevede flussi testuali, ma “Fornitura video a copertura di fatti di cronaca con immagini riprese da droni, più interviste ai protagonisti, utilizzabili in formato verticale per la distribuzione sui social e con contenuti ad hoc per piattaforme”.
(ITALPRESS).