ROMA (ITALPRESS) – «È gravissimo che l’Italia non disponga di un Piano nazionale antincendi immediatamente operativo in tutte le Regioni. Si sapeva perfettamente che la Sicilia fosse tra i territori a più alto rischio: lo confermano anche i dati ufficiali dell’Unione europea, che indicano le province di Palermo, Trapani e Agrigento tra le più esposte agli incendi boschivi».Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete EcoDigital.
«Quindici giorni fa, da Trapani, avevamo lanciato l’allarme con la campagna “Stop Incendi Boschivi 2026”, insieme all’associazione Fenice Verde di Palermo, dopo aver già rilanciato l’iniziativa da Catania con il Segretario Generale del Codacons. Da anni chiediamo un piano nazionale che sia operativo sia nella prevenzione sia nella gestione dell’emergenza».
«Quando ero Ministro dell’Agricoltura – ricorda Pecoraro Scanio – ho firmato anni fa il decreto che ha introdotto il reato di incendio boschivo, prevedendo il carcere per chi devasta boschi e aree protette. Ma non basta arrestare gli incendiari: occorrono condanne efficaci e misure di controllo rigorose per i responsabili abituali, affinché non possano continuare a colpire il nostro patrimonio naturale».
«È indispensabile investire nelle nuove tecnologie per individuare gli incendi fin dai primi minuti e consentire interventi tempestivi. Allo stesso tempo bisogna rafforzare il volontariato, sostenere i Comuni, soprattutto quelli più piccoli che dispongono di pochi mezzi ma devono proteggere territori vastissimi, e valorizzare il ruolo degli agricoltori. Dove l’agricoltura è presente, il territorio è curato, i terreni non vengono abbandonati e si crea un presidio naturale contro il rischio incendi».
«Servono decisioni immediate – conclude Pecoraro Scanio – perché la prevenzione è l’unico modo per salvare vite umane, tutelare il patrimonio ambientale e ridurre i costi economici e sociali degli incendi boschivi».
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