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Sarcomi, Cananzi “Diagnosi precoce e centri specializzati fanno la differenza”

Sarcomi, Cananzi “Diagnosi precoce e centri specializzati fanno la differenza”

ROMA (ITALPRESS) – I sarcomi sono tumori rari che si sviluppano nei tessuti di sostegno dell’organismo come ossa, muscoli, tendini e cartilagini, ma anche tessuto adiposo, vasi sanguigni e nervi. In Italia si stimano circa tremila nuovi casi di sarcoma ogni anno, pari a circa l’1% di tutti i tumori maligni dell’adulto: a livello mondiale l’incidenza è di circa 5-7 casi ogni 100mila abitanti all’anno, con oltre 200mila nuove diagnosi. I sarcomi comprendono oltre cento diversi sottotipi, ognuno con caratteristiche biologiche e cliniche specifiche: questi tumori rari possono insorgere a qualsiasi età. Alcune forme sono più frequenti nei bambini e negli adolescenti, mentre altre colpiscono prevalentemente gli adulti e gli anziani: proprio per la loro rarità e complessità è fondamentale che vengano diagnosticati e trattati in centri altamente specializzati, dove un’equipe multidisciplinare può definire il percorso terapeutico più appropriato.

“Il sarcoma è una grossa scatola con tante istologie, ovvero sottotipi ognuno dei quali ha caratteristiche molto diverse dal punto di vista del comportamento clinico, della presentazione, dell’aggressività: possono nascere ovunque, in tutti i tessuti cosiddetti molli come nervi, muscoli, tessuto adiposo”. Così Ferdinando Cananzi, responsabile dell’area medica Chirurgia dei sarcomi, melanomi e tumori rari presso l’istituto Humanitas di Rozzano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

Il primo aspetto da tenere in considerazione sui sarcomi, spiega Cananzi, è il riconoscimento: “La maggior parte delle lesioni fortunatamente sono benigne, però alcune possono avere caratteristiche sospette: a quel punto è sempre bene tenere a mente che potrebbe trattarsi anche di un sarcoma. Queste lesioni, che appunto possono presentarsi su gambe, braccia e tronco, a volte possono essere scambiate per qualcosa di diverso: se si arriva a una diagnosi tardiva il tumore avrà già raggiunto dimensioni evidenti. Esistono poi sarcomi come quello addominale retroperitoneale: è una forma molto subdola, perché raggiunge dimensioni molto importanti ma può rimanere completamente asintomatica per tanti mesi e non dare al paziente nessun tipo di fastidio, finché non raggiunge dimensioni tali per cui i 4/5 della pancia sono occupati da questa grossa neoplasia che sposta gli organi. A causa delle dimensioni ragguardevoli che questi tumori possono raggiungere dobbiamo asportare tessuto in abbondanza, con una serie di strutture che possono essere intaccate: nella pancia e nell’addome dobbiamo in qualche maniera toccare e asportare anche diversi organi interni come il rene e l’intestino; è una chirurgia molto complessa e varia, ma nel momento in cui possiamo contare su una serie di specialisti e ricostruttori ci possiamo permettere operazioni che altrimenti non potremmo fare”.

Ad oggi, aggiunge, “non abbiamo ancora conoscenza di fattori che influiscono direttamente sullo sviluppo di questo tipo di neoplasie: la maggior parte sono sporadiche, alcune vengono associate a sindromi genetiche. Alcuni pazienti, come chi ha fatto radioterapia, hanno un rischio maggiore: di fatto però non ci sono fattori noti che ci permettano di fare una prevenzione come per altre neoplasie più note. Forse l’unico modo per fare prevenzione nei sarcomi è proprio sensibilizzare: chi se ne ammala spesso è sfortunato due volte, perché oltre ad avere una neoplasia ha un tumore di cui non ha mai sentito parlare prima. La conoscenza quindi è fondamentale sia per il paziente, sia per aiutare a fare una diagnosi corretta: senza questa si arriva tardi, con trattamenti spesso non corretti”.

La selezione della struttura in cui curarsi, come anche dei professionisti di riferimento, è fondamentale: “Ogni sarcoma ha caratteristiche diverse – sottolinea Cananzi, – Ci sono fattori clinici legati proprio al tipo di malattia: se però oggi una forma di sarcoma viene trattata in un centro con adeguata competenza clinica e multidisciplinarietà ci sono buone chance di sopravvivenza. È un lavoro di concerto tra tanti specialisti: avere tante esperienze a lavorare, studiare e ragionare su come trattare al meglio il paziente è la chiave di volta per un trattamento efficace”.

La Lombardia, in questo senso, è all’avanguardia tra le regioni italiane in quanto la rete dei sarcomi istituita sul territorio regionale “punta a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei trattamenti: tutte le forme di sarcoma possono essere trattate solo all’interno di strutture ospedaliere con tutte le competenze cliniche, chirurgiche, diagnostiche e radiologiche; c’è una lista di centri, identificati con criteri ben precisi, che potranno e trattare i pazienti affetti da sarcoma. Una maggiore conoscenza dei sottotipi di tumore ci permetterà di ritagliare su misura il trattamento per ciascun paziente e decidere chi dovrà ricevere un certo tipo di terapia medica, una chemioterapia o un farmaco biologico, chi dovrà fare una chirurgia o una radioterapia più o meno estesa: con questo tipo di informazioni riusciremo a ritagliare meglio il trattamento per ciascun paziente e guarirne di più”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS)

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