
RIMINI (ITALPRESS) – Il legame tra la Santa Sede e il Meeting per l’amicizia fra i popoli è radicato nel tempo e costellato di momenti che si sono succeduti negli anni segnando la storia della manifestazione. Questa relazione vivrà una nuova pagina domani, sabato 22 agosto nel pomeriggio, con l’attesa visita al Meeting di Papa Leone XIV. L’evento si inserisce nel solco di un’attenzione ininterrotta che dura da oltre quarant’anni e coinvolge tre diversi pontefici. Fin dalla prima edizione del 1980, senza alcuna eccezione, ogni anno i Pontefici hanno fatto giungere il loro messaggio al Meeting. Queste parole hanno costantemente offerto chiavi di lettura fondamentali per declinare il tema della manifestazione, accompagnando il lavoro dei volontari e la riflessione dei partecipanti, come testimoniato anche dal messaggio inviato da Papa Leone XIV per l’edizione 2025. Come tradizione, anche papa Leone è entrato nel titolo del Meeting dell’anno in corso (“Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”), invitando a “osare la profezia, lasciandosi sospingere nel deserto e vedere fin d’ora ciò che può nascere dalle macerie e da tanto, troppo dolore innocente”.
Una delle pietre miliari di questa storia è la visita di san Giovanni Paolo II al Meeting del 29 agosto 1982. In quel celebre discorso, il Papa tracciò una rotta che ancora oggi fa da guida all’evento. Questo l’appello che papa Wojtyla lancia dall’auditorium della vecchia fiera: “La pace oggi è gravemente minacciata, la scienza e la tecnica rischiano di generare uno squilibrio carico di conseguenze negative nel rapporto tra uomo e uomo, tra l’uomo e la natura, tra nazioni e nazioni. Da questa contraddizione, che sembra inarrestabile perché strutturalmente connessa al mistero del male, è necessario che lo sguardo si volga “all’artefice della nostra salvezza” per generare una civiltà che nasca dalla verità e dall’amore. La civiltà dell’amore! Per non agonizzare, per non spegnersi nell’egoismo sfrenato, nell’insensibilità cieca al dolore degli altri. Fratelli e sorelle, costruite senza stancarvi mai questa civiltà!”.
Nell’estate del 1991, durante un incontro a Castel Gandolfo che prevedeva la Messa e la colazione con il Papa, alcuni dirigenti del Meeting ebbero modo di confrontarsi con Giovanni Paolo II. Fu allora che il Pontefice, cogliendo l’originalità del Meeting, pronunciò una frase destinata a restare: “Voi fate una cultura di frontiera”. Papa Wojtyla regalò un altro momento di profonda commozione il 22 agosto 2004, quando ci fu un collegamento in diretta con il Santo Padre al termine della Santa Messa celebrata a Rimini, presieduta dall’allora Vescovo Monsignor Mariano De Nicolò e trasmessa su Rai 1.
Dopo un saluto a don Luigi Giussani, come lui gravemente ammalato (entrambi lasceranno questo mondo l’anno successivo), Giovanni Paolo II ricorda che “il cristianesimo, nonostante i limiti e gli errori umani, costituisce il più grande fattore di vero progresso perché Cristo è principio inesauribile”.
Anche se non ha mai visitato i padiglioni della Fiera in veste di Pontefice, Joseph Ratzinger è stato uno dei grandi protagonisti del Meeting. Il 1° settembre 1990, l’allora Cardinale e Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede tenne uno storico intervento, dal titolo “Una compagnia sempre riformanda”. Si tratta di un testo di tale densità e attualità da essere stato citato in più occasioni anche dal suo successore, Papa Francesco. Nel suo intervento al Meeting, il cardinale Ratzinger affrontò il tema del rinnovamento della Chiesa superando i pregiudizi che la riducono a semplice istituzione soffocante. Il Cardinale respinge le proposte di riforma basate sull’attivismo o su logiche puramente democratiche, le quali rischiano di trasformare la fede in opinione e la Chiesa in un prodotto umano fatto da sé. La vera riforma viene invece definita come “ablatio, ovvero un’opera di purificazione che toglie le sovrastrutture umane per far risplendere l’immagine autentica di Dio e l’essenziale. Questo percorso richiede un’apertura all’Eterno attraverso la fede, la grazia del perdono e la capacità di accogliere la sofferenza, trovando nei Santi la vera guida”. Quello stesso giorno, Ratzinger si intrattenne in una conferenza stampa, dialogando in modo aperto e serrato con numerosi giornalisti.
Papa Francesco, oltre a proseguire fedelmente la tradizione dei messaggi pontifici, ha incontrato in udienza, alla fine della manifestazione, alcuni dei testimoni e protagonisti che hanno animato le edizioni del Meeting. Tra questi si ricordano l’incontro con padre José Maria “Pepe” di Paola (a Santa Marta il 24 agosto 2013) e il commovente incontro con due padri, l’israeliano Rami Elhanan e il palestinese Bassam Aramin che hanno perso le loro figlie a causa del terrorismo e dell’occupazione militare, accompagnati dallo scrittore Colum McCann, che li ha resi i protagonisti del suo romanzo Apeirogon.
La visita di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini (prevista per il pomeriggio del 22 agosto 2026) è il culmine di un percorso di intenso dialogo iniziato nei mesi scorsi. È sempre lo scrittore Colum McCann (da tempo amico e ospite della kermesse riminese ) ad accompagnare da papa Leone XIV il 26 agosto 2025 Diane Foley, la madre del giornalista James W. Foley, rapito e ucciso dall’Isis.
Il 26 gennaio 2026, il Santo Padre ha ricevuto in udienza privata il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz. In quell’occasione gli è stato formalmente rinnovato l’invito a Rimini. “Sono molto grato di aver potuto illustrare al Santo Padre in un clima molto cordiale i contenuti del Meeting e i motivi del nostro impegno”, dichiarò Scholz in quell’occasione.
La gioia si è trasformata in attesa il 19 febbraio scorso, con l’ufficializzazione della visita. “Sperimentiamo una grande gioia già nell’attesa di accogliere e ascoltare il Santo Padre – ha commentato il presidente Scholz -. Fin dall’inizio del suo pontificato, papa Leone ci invita a costruire luoghi di amore, pace e riconciliazione: la sua visita ci rende ancora più consapevoli e responsabili di ciò che il Meeting, come luogo di incontro e di sincero dialogo alla ricerca del vero, del bello e del giusto, rappresenta per le centinaia di migliaia di visitatori e per i volontari e i collaboratori che vi partecipano”. Infine, ad anticipare i temi dell’incontro e le prospettive di dialogo internazionale del Pontefice, mercoledì 18 marzo è stata presentata a Papa Leone XIV la mostra “Chiamati due Volte. I martiri d’Algeria”, poco prima della partenza del Santo Padre per il suo viaggio apostolico nel Paese nordafricano avvenuta il 13 aprile. Un ulteriore tassello che conferma il profondo respiro universale del Meeting, ora pronto ad accogliere il successore di Pietro.
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