
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Recidere uno dei principali vincoli logistici dei sistemi navali senza equipaggio: la necessità di rientrare in porto per rifornirsi. È l’obiettivo della Us Navy, che nelle acque della Virginia ha sperimentato un sistema robotizzato capace di agganciare, rifornire e rilasciare ripetutamente un Usv in navigazione. La dimostrazione, guidata dal Naval Air Warfare Center Weapons Division, ha impiegato il T38 a controllo remoto e un dispositivo trainabile di cattura e connessione, passando dal concetto alla prova in mare in appena sette mesi.
Durante l’attività l’Usns Vindicator ha trasferito al drone navale 400 galloni di carburante, circa 1.514 litri, mentre il sistema ha completato nell’arco di alcuni giorni circa cento cicli di connessione. Il traguardo investe direttamente la persistenza operativa.
“Ogni volta che un’unità senza equipaggio deve rientrare in porto per il carburante perdiamo persistenza, riduciamo copertura e ridondanza e interrompiamo la missione”, ha spiegato Spencer Holloway, responsabile delle capacità future del programma Blue Water Instrumentation, chiamato a sostenere anche le prove di sistemi ipersonici e di fuochi di precisione a lungo raggio.
La prospettiva è soprattutto operativa. Secondo Ronald Raymer, dello US Fleet Forces Command, la tecnologia consentirà di “spingere gli Usv in aree a maggiore minaccia senza mettere a rischio unità con equipaggio e personale”, distribuendo al contempo maggiori capacità senza ricorrere necessariamente a grandi piattaforme convenzionali. Il prossimo passo sarà ancora più ambizioso: integrare rendez-vous, avvicinamento, aggancio, trasferimento del combustibile, sgancio e ritorno alla missione in un’unica sequenza interamente autonoma.
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