ROMA (ITALPRESS) – Buone rese, ma per gli agricoltori i conti restano in rosso. È il bilancio della campagna cerealicola 2026 secondo il Coordinamento cerealicolo di Legacoop Agroalimentare.A pesare è soprattutto il calo del grano duro, le cui superfici diminuiscono del 15%, anche a causa del maltempo che ha ostacolato le semine e delle scelte degli agricoltori verso altre colture.
Va decisamente meglio per il grano tenero: le superfici crescono del 12,5% e, grazie alle maggiori rese, la produzione aumenta del 27,29%, raggiungendo una delle migliori performance degli ultimi 15 anni.
Ma i risultati nei campi si scontrano con l’impennata dei costi. Per il grano duro, produrre un ettaro può costare tra 2.200 e 2.700 euro, con un aumento di 150-200 euro. Agli attuali prezzi, secondo Legacoop, servirebbe una resa aggiuntiva di circa 25 quintali per ettaro solo per coprire le spese.
Crescono intanto anche orzo, farro, colza e legumi proteici, mentre crolla l’avena.
Per sostenere il settore, Legacoop chiede contratti di filiera di lungo periodo e misure come credito d’imposta, moratoria sui crediti e rifinanziamento del Fondo per la sovranità alimentare.
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