
GENOVA (ITALPRESS) – Nel corso del panel dedicato alla comunicazione politica nell’anno elettorale, tra continuità e cambiamento e con un focus sul pensiero delle donne, nell’ambito dei Portofino Talks organizzati da Philia Associates, sono stati presentati i dati di uno studio SocialCom realizzato per Giornaliste Italiane. Dalla ricerca emerge un dibattito sulla legge elettorale in forte accelerazione: tra il 15 giugno e il 15 settembre sono state rilevate 158 mila conversazioni e 6,5 milioni di interazioni, con un balzo del 67% registrato solo negli ultimi 30 giorni, in coincidenza con i passaggi più discussi in Parlamento.
Al centro resta soprattutto il tema delle preferenze, che da solo raccoglie il 48% delle interazioni legate alla riforma, ben più di capilista bloccati e premio di maggioranza.
“La legge elettorale è il cuore della cittadinanza e della possibilità di esercitare la scelta, di esercitare la sovranità popolare”, ha dichiarato la ministra Eugenia Roccella nel corso del panel moderato da Paola Ferazzoli, Presidente GI a cui hanno partecipato anche Giulia Di Stefano conduttrice Agorà Extra e Francesca De Martino direttore Rai Parlamento, sottolineando come, quando il dibattito si sviluppa, “alle persone interessa, e soprattutto interessa la possibilità di scegliere. Non dimentichiamo che questo è il primo governo dopo tanti anni che discende dalla scelta degli elettori”.
Una circostanza dalla quale, secondo Roccella, deriva anche la stabilità del governo che per la ministra consente “di mettere in atto il programma, di fare le cose per cui il cittadino ti ha scelto, per cui ti ha dato un mandato”, ribadendo che “la stabilità è fondamentale e la legge elettorale è uno strumento fondamentale per la sovranità popolare”.
Per quanto riguarda i protagonisti del confronto, Governo e maggioranza raccolgono il 61% delle interazioni, contro il 21% del Campo Largo. Lo stesso andamento si ritrova nei nomi più citati: Giorgia Meloni compare nel 41% dei post analizzati, seguita da Roberto Vannacci al 13%, Elly Schlein al 10% e Giuseppe Conte al 9%.
Sul progressivo spostamento verso il web della capacità di orientare il dibattito pubblico, la ministra ha evidenziato i rischi di semplificazione e radicalizzazione: “La complessità con cui i politici devono per forza fare i conti non può essere ignorata, non può diventare solo slogan, come a volte accade quando si commentano i provvedimenti”.
– Foto ufficio stampa Philia Associates –
(ITALPRESS).