
MILANO (ITALPRESS) – “Non possiamo mancare, nessuno può indietreggiare, nessuno può ritrarsi. È il momento di una politica radicalmente, autenticamente progressista”. Così il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenendo dal palco di Nova, la kermesse di partito in corso a Milano. Conte ha poi parlato di “un progetto di coalizione, un progetto progressista solido, coerente, che deve durare cinque anni”, sottolineando che per molte riforme “abbiamo bisogno anche di tempo”. “Qui non ci sono ambizioni personali tra di noi e neppure ambizioni di partito”, ha aggiunto, osservando che nel documento non compare il nome del Movimento 5 Stelle: “Per noi le ambizioni di partito vengono dopo, al primo posto c’è l’obiettivo di cambiare l’Italia nell’interesse di tutti”.
“Se questo è l’obiettivo, non siamo disposti a fare un passo indietro e neppure a indietreggiare di un millimetro”, ha affermato. Conte ha quindi indicato la necessità di cambiare a partire dalla politica estera: “Dobbiamo scuotere dalle fondamenta questo torpore che c’è a Bruxelles, nei summit internazionali, una sorta di rassegnazione alla guerra e al predominio dei grandi poteri finanziari e tecnocratici”.
“Un argomento di fortissima discussione, che riguarda tutti è la salute: la salute non è un privilegio. Lo abbiamo scritto e lo rivendichiamo con chiarezza: non può contare la carta di credito, conta la tessera sanitaria, ovunque, su tutto il territorio. Ecco perché occorre lavorare perché la gestione regionale, quella modifica che è stata introdotta al titolo quinto della Costituzione, ha procurato tante sperequazioni. Oggi questo diritto alla salute, che dovrebbe essere universalmente offerto a tutti, non è garantito in modo paritario e egualitario su tutto il territorio. Dobbiamo rivedere anche quel principio per garantire quantomeno poteri di coordinamento dello Stato nella gestione del servizio sanitario nazionale, poi ancora diciamo: via la politica dalle nomine nella sanità. Lo diremo a tutti, a tutte le forze politiche. La politica è entrata pervasivamente nel sistema sanitario. Se andiamo al governo scordatevelo”.
“La nota comune di tutte le proposte ricevute è che virano tutte ad attuare la nostra costituzione. Puntano dritto alla giustizia sociale, alla giustizia ambientale, ad ampliare la partecipazione, a rafforzare la nostra democrazia. Sono i principi e i valori della nostra costituzione. Ecco perché, conoscendo la vostra sensibilità, da tempo ho proposto: chiamiamo questo progetto progressista “Alleanza per la Costituzione“. Voglio essere chiaro: non dobbiamo perderci di vista. E adesso arriva il passaggio più importante”, spiega.
“Dobbiamo metterci l’elmetto – prosegue Conte, ma non l’elmetto di Crosetto o di tutti coloro che ormai sono presi dalla foga bellicista. Ma l’elmetto dei costruttori di pace. Noi siamo disarmati, ma non per questo poco determinati. Però attenzione, interpreto questo mandato in termini chiari e precisi perché esprimiamo una chiara visione e la politica senza visione significa amministrazione del potere, dell’amministrazione ordinaria. Devo mettermi insieme a voi, con coraggio. Devo metterci forza decisionale perché la visione senza il coraggio, senza la forza decisionale, si perde nei molti rivoli dei compromessi quotidiani: produce belle parole, ma nessun cambiamento. Occorre un mandato forte e chiaro per cambiare l’Italia. Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare. Diffidate di chi inizierà a dirvi che vi fermeranno. Guardate che dipende da noi, ci siamo già passati. Noi siamo quelli dei 209 miliardi quando dicevano “lasciate stare”. Siamo quelli del blocco dei licenziamenti quando ci dicevano che era una misura sovietica, siamo quelli del salvataggio di 1 milione di persone dalla povertà nel periodo della pandemia, l’anno più duro dal dopoguerra”.
“Noi siamo quelli che se ne fregano di entrare nel club di chi conta – aggiunge -. A noi basta andare per strada, parlare con la gente e poterla guardare a testa alta. Noi siamo quelli che reggiamo ogni forma di pressione, anche della stampa anche nella stampa di regime, perché ci basta avere l’approvazione di chi se la passa male. l’Italia può cambiare: la possiamo far cambiare tutti insieme, la possiamo rendere più equa, più giusta e vedrete che possiamo diventare un modello a livello internazionale. Quando delinei un tracciato, hai una visione chiara o un progetto, poi diventi contagioso. Guardate che c’è bisogno di creare un modello anche a livello internazionale, perché ormai sembra che il mondo intero abbia perso la bussola. Sembra di navigare in un mare di difficoltà e di incertezze. Dipende da voi, dipende da noi raccogliere questa sfida. Mi sembra che la possiamo raccogliere e che possiamo far ripartire l’Italia da qui. Grazie, movimento, grazie a tutti. Forza movimento, mettiamoci tutti in movimento”, conclude Conte.
– Foto Ipa Agency –
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