
TORINO (ITALPRESS) – Garantire la massima sportività e la migliore trazione possibile anche nelle condizioni di aderenza più difficili, senza rinunciare alla precisione dinamica che da sempre rappresenta l’essenza del marchio. E’ questo il principio alla base del sistema Q4, la trazione integrale di Alfa Romeo oggi adottata su diversi modelli della gamma attraverso due architetture differenti ma unite dalla stessa filosofia progettuale: da un lato la soluzione meccanica applicata alla berlina ad alte prestazioni Giulia e al SUV Stelvio, dall’altro la tecnologia elettrificata utilizzata sulle versioni ibride di Junior e Tonale.
La trazione integrale fa parte della storia tecnica di Alfa Romeo da quasi un secolo. Già negli anni Venti il marchio sperimentò i primi prototipi con schema 4×4, ma la prima applicazione concreta arrivò nel 1951 con la 1900M “Matta”, progettata con un sistema di trazione integrale di impostazione fuoristradistica.
Negli anni Ottanta, con la crescente diffusione delle sportive a quattro ruote motrici, Alfa Romeo riportò questa tecnologia al centro della propria offerta debuttando nel 1984 con l’Alfa 33 4×4, inizialmente proposta nella versione Giardinetta e successivamente anche sulla berlina.
Il sistema venne poi evoluto con l’introduzione di un giunto elettromagnetico. Un passaggio decisivo arrivò nel 1991 con il concept Protèo e con la presentazione della 33 Permanent 4, dotata di trazione integrale permanente a giunto viscoso. Dal 1992 tutte le versioni integrali Alfa Romeo adottarono la denominazione Q4, applicata a modelli come 33, 155 e 164. Proprio le vetture da competizione derivate dalla 155 Q4 conquistarono importanti successi sportivi, tra cui il Campionato Italiano Superturismo del 1992 e il DTM del 1993.
Oggi la tecnologia Q4 si proietta verso una nuova generazione integrando elettrificazione e innovazione. Sulle versioni ibride di Junior e Tonale la trazione integrale è ottenuta grazie alla combinazione tra motore termico sull’asse anteriore e motore elettrico dedicato al posteriore, senza collegamento meccanico tra i due assi. Questa architettura consente una distribuzione della coppia rapida e predittiva, riducendo peso e inerzie e garantendo allo stesso tempo elevata motricità ed efficienza.
Giulia e Stelvio rappresentano invece l’espressione più tradizionale della trazione integrale Alfa Romeo. Il sistema Q4 utilizza una scatola di rinvio attiva (Active Transfer Case) dotata di una frizione elettronica di nuova generazione che collega fisicamente i due assi e modula in tempo reale la distribuzione della coppia.
In condizioni normali la vettura privilegia la trazione posteriore per preservare agilità e precisione di guida, trasferendo coppia all’avantreno solo quando necessario per migliorare stabilità e motricità.
L’importanza di questa tecnologia è confermata anche dai numeri: nel 2025 le versioni Q4 hanno rappresentato il 26% delle Alfa Romeo vendute a livello globale, con una diffusione particolarmente elevata su Stelvio e Giulia. Un risultato che dimostra come la trazione integrale continui a essere una componente fondamentale del piacere di guida del marchio, capace di coniugare sportività, sicurezza e versatilità in ogni condizione di utilizzo.
foto: ufficiom stampa Stellantis
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