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Allevamenti in difficoltà: meno stalle e più importazioni


ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi dieci anni in Italia hanno chiuso quasi 19 mila stalle bovine. Un dato che fotografa una crisi profonda del settore zootecnico e che sta riducendo in modo significativo la capacità produttiva nazionale. Oggi il nostro Paese riesce a coprire con produzione interna solo il 37% del fabbisogno di carne bovina, aumentando la dipendenza dalle importazioni estere. È questo l’allarme lanciato da Assocarni, l’Associazione nazionale dell’industria e del commercio delle carni. Secondo l’associazione, la chiusura progressiva delle stalle non è solo un problema economico, ma mette a rischio la stabilità dell’intera filiera, dall’allevamento alla trasformazione, fino alla distribuzione. La perdita di migliaia di aziende zootecniche significa meno capi allevati in Italia, maggiori costi per gli operatori e una filiera sempre più fragile di fronte alle oscillazioni dei mercati internazionali. A pesare sono l’aumento dei costi energetici e dei mangimi, la difficoltà di accesso al credito e una redditività sempre più bassa per gli allevatori. Assocarni sottolinea inoltre come il comparto del latte contribuisca in modo importante alla produzione di carne bovina e come modelli integrati, come il cosiddetto beef on dairy, possano rappresentare una risorsa, se accompagnati da strumenti flessibili e da una programmazione efficace. Altro nodo centrale è il ricambio generazionale: sempre meno giovani scelgono di investire nell’allevamento, rendendo ancora più difficile garantire continuità produttiva al settore. Secondo il presidente di Assocarni, Serafino Cremonini, rafforzare la nascita e l’allevamento dei capi in Italia è una condizione indispensabile per dare stabilità alla filiera e rendere l’allevamento una scelta imprenditoriale sostenibile. Il messaggio che arriva dal settore è chiaro: senza interventi strutturali e di lungo periodo, la chiusura delle stalle rischia di diventare irreversibile, con conseguenze dirette sull’autosufficienza alimentare del Paese e sull’economia agricola nazionale.
mgg/azn

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