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Anci Sicilia, Alvano “Chiediamo adeguamento del fondo di solidarietà”


PALERMO (ITALPRESS) – “Questo ammanco di 200 milioni crea un grave problema di assenza di risorse necessarie per svolgere le funzioni fondamentali. Mentre nel resto d’Italia ci si sta adeguando a parametri legati agli effettivi fabbisogni, da noi ancora dopo anni in cui i comuni siciliani compilano questionari, dopo anni di incontri, di calcoli delle capacità fiscali, di definizione del quadro normativo, però non si fa l’ultimo passo. Quello più importante che è attribuire ai comuni siciliani maggiori risorse, che poi non sono maggiori così per sbaglio, perché sono quelle dovute in base ai principi costituzionali di perequazione”. Così Mario Emanuele Alvano, segretario generale di Anci Sicilia, a margine di un incontro presso la sede dell’Associazione dei comuni siciliani, a Palermo. “C’è un comune che in qualche modo riesce ad avere qualche fondo in più? Sì, c’è questo tema, abbiamo verificato gli ultimi dati e siamo contenti se qualche comune, uno in particolare, è riuscito ad avere un raddoppio delle risorse rispetto al 2023. Siamo molto contenti di questo e auspichiamo che questo possa avvenire per tutti, perché in realtà dai nostri calcoli a questo si dovrebbe arrivare. Si dovrebbe arrivare ad aumentare in maniera significativa le risorse che poi servono ai comuni per svolgere le funzioni fondamentali. L’ha avuto un comune, benissimo, che lo abbiano pure gli altri. Quale comune? A noi risulta il comune di Motta Sant’Anastasia”. Poi sulla possibilità di adire alle vie legali: “Sono basate sulla Costituzione italiana, come più volte detto anche dalla Corte Costituzionale, si deve applicare sganciandoci dalla spesa storica e arrivando ad una vera perequazione, territori come la Sicilia che poi non sono molto diversi da altre regioni del Sud hanno una minore capacità fiscale, hanno un forte fabbisogno di servizi, devono ricevere maggiori risorse. Questo è quello che chiediamo. Sono argomenti che il Ministero dell’Economia conosce benissimo, perché più volte sono stati oggetti di incontri, manca semplicemente la volontà di attuarli. Se non ci riusciamo sul piano politico istituzionale avvieremo un’azione legale, se necessario anche davanti alla Corte Costituzionale, perché vengano riconosciute queste legittime prerogative della Sicilia”. xd6/vbo/mca3

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