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Aran, firmato il contratto del comparto Sanità per oltre 592 mila dipendenti

Aran, firmato il contratto del comparto Sanità per oltre 592 mila dipendenti

ROMA (ITALPRESS) – Aran e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Sanità hanno sottoscritto oggi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027. Il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto.

Sul piano economico, l’accordo prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per il personale infermieristico. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri. “È un risultato che va oltre i numeri, pur significativi. Rinnovare i contratti del pubblico impiego entro il periodo di vigenza, e non anni dopo la scadenza, dimostra che il sistema della contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato e tempestivo”, dichiara il presidente Aran, Antonio Naddeo.

“La Sanità è il comparto più numeroso del pubblico impiego e anche quello maggiormente esposto: è qui che si misura ogni giorno la tenuta del rapporto tra i cittadini e lo Stato. Le risorse aggiuntive destinate al personale infermieristico e a chi opera nei pronto soccorso riconoscono specificità professionali che era giusto valorizzare in modo strutturale, superando la logica degli interventi episodici. Un ringraziamento va a tutti i collaboratori dell’Aran – tecnici, giuristi ed economisti – che hanno reso possibile questo percorso, e alle organizzazioni sindacali, che hanno saputo tenere insieme rivendicazione e responsabilità. C’è poi un punto decisivo per il futuro. Anche nella Sanità abbiamo scelto di disciplinare per via contrattuale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: dall’informativa preventiva al dipendente al divieto di affidare a sistemi automatizzati decisioni sul rapporto di lavoro senza un effettivo intervento umano, fino al diritto di conoscere in forma comprensibile i criteri che incidono sulla valutazione della prestazione. Il principio fondamentale è che la responsabilità di chi decide non può essere delegata a un algoritmo. Quando l’intelligenza artificiale entra nell’organizzazione dei servizi, nell’assegnazione degli obiettivi e nella misurazione della performance, le regole devono essere definite nel contratto, dove i diritti vengono negoziati e resi esigibili. È la dimostrazione che la contrattazione collettiva sa governare l’innovazione, anziché subirla. Con la firma di oggi si completa il quadro delle intese su tutti e quattro i comparti della tornata contrattuale 2025-2027, dopo gli accordi raggiunti per Funzioni Centrali, Funzioni Locali e Istruzione e Ricerca. Per quest’ultimo comparto la parte economica e gli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio sono già perfezionati, mentre prosegue la definizione della parte normativa”, conclude Naddeo.

L’ipotesi di accordo sarà ora trasmessa ai competenti organi di controllo per la certificazione della compatibilità economico-finanziaria, ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 165/2001. La sottoscrizione definitiva avverrà a esito positivo della procedura.

– foto ufficio stampa Aran –

(ITALPRESS).

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