
MILANO (ITALPRESS) – La medicina e la chirurgia rigenerativa sono frontiere della medicina contemporanea in rapidissima espansione: non si limitano a curare i sintomi di una malattia o a riparare un tessuto danneggiato, ma stimolano meccanismi biologici di autoriparazione e rinnovamento dell’organismo, favorendo un recupero più naturale, funzionale e duraturo. Al centro di questo approccio c’è un’idea chiave: il corpo umano possiede risorse rigenerative proprie e potentissime, fino a poco fa quasi ignorate. La medicina rigenerativa studia come attivarle, guidarle e sostenerle attraverso l’impiego di cellule, fattori biologici e tecnologie avanzate, con applicazioni che potenzialmente riguardano tutte le regioni del corpo. “Più che un’intuizione, ad aver dato il via alle mie ricerche è stata la passione per la biologia molecolare: l’idea di isolare le staminali dal grasso sembrava molto intelligente, poi in realtà si è visto come l’obiettivo fosse ridurre al massimo le dimensioni delle particelle del grasso. Ho pensato che questo venisse prelevato con cannule normali, che mantengono molto di più la struttura del grasso prelevato, e si riuscisse a ridurlo a dimensioni molto piccole mantenendone la struttura probabilmente questo farà funzionare meglio le staminali presenti nella rete vascolare del tessuto adiposo: questa è stata la mia intuizione”, ha dichiarato Carlo Tremolada, professore aggiunto presso il Diabetes Research Institute (Dri) dell’Università di Miami e direttore scientifico dell’Image Regenerative Clinic di Milano e Saint Moritz, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
Una delle peculiarità del tessuto adiposo, prosegue, è quella di avere “una rete enorme di micro-vasi, che sulla parte superiore hanno delle piccole cellule che si chiamano periciti: questi sono i precursori delle cellule staminali che riparano il tessuto. Come chirurghi plastici abbiamo anche avuto la fortuna che la gente se lo toglieva volentieri, quindi ci trovavamo con tessuto in abbondanza che sembrava da buttare e invece potrebbe essere utilissimo: se si riesce veramente a non distruggere questi pezzi piccolissimi, si attaccano e funzionano per un tempo molto lungo, gli si lascia il tempo di rigenerare in maniera naturale e il gioco è fatto”. La mole di studi condotti sul grasso è di grande rilievo in quanto, secondo Tremolada, “avendo una rete microvascolare con sopra le cellule è come se avessimo a disposizione una farmacia personalizzata in cui se viene lasciato tutto insieme non si perdono informazioni e il tessuto adiposo funziona ancora meglio: questo avviene proprio perché i pezzetti sono così piccoli, quindi più facili da inserire nelle articolazioni. Prima mettere il grasso nelle articolazioni sembrava una bestemmia, ma nella chirurgia maxillo-facciale si usa spesso il grasso come interposizione in varie situazioni: il fatto che ci fossero studi sulle staminali isolate che un po’ funzionavano e un po’ no mi ha spinto a tentare un’infiltrazione all’interno dell’articolazione, che è molto meno traumatica”.
“I pezzi piccolissimi – evidenzia – attecchiscono perfettamente alla sinovia, che è la membrana che provoca la rigenerazione dell’articolazione in modo da potenziarla in maniera enorme: le cellule si staccano dai vasi e iniziano a buttare fuori delle sostanze antinfiammatorie e porfino-simili, dopodiché dopo sei settimane comandano alle staminali locali già differenziate cosa fare”. Oggi, aggiunge, “sembra non sia ancora possibile rigenerare il tessuto nervoso, ma io sono convinto che invece lo sarà: sui nervi e sui muscoli periferici anche anni dopo il muscolo pretrattato con il tessuto adiposo può riprendere la funzionalità. La medicina rigenerativa di oggi secondo me è ancora molto bloccata da problemi normativi: la Società europea dei trapianti dice che bisogna trapiantare un tessuto nello stesso tessuto, io dico che se c’è un trapianto di micro-vasi questi sono ovunque e quindi possono essere trapiantati ovunque; basta dimostrare che l’operazione sia sicura”.
Una delle ragioni per cui l’Italia si sta attestando tra le eccellenze in materia di trapianti, conclude Tremolada, è la presenza di regole: queste infatti “aiutano tantissimo la ricerca, le gabbie non hanno senso e noi chirurghi lo sappiamo bene. La medicina rigenerativa è aiutare tutto ciò che aumenta le capacità di rigenerazione del proprio corpo: potremmo andare oltre usando sistemi di medicina rigenerativa per delle patologie, anche su questo sto facendo delle ricerche e in futuro da un lato apriremo alle terapie allogeniche, dall’altro spingeremo per l’uso del tessuto microfratturato come Drag Delivery System, cioè un sistema di trasporto dei farmaci”.
– foto tratta da video Medicina Top –
(ITALPRESS).