
Che Inter-Juventus non sia una partita come tutte le altre lo si sapeva già: il Derby d’Italia infuoca da sempre gli animi dei tifosi, e dal post Calciopoli in poi la rivalità si è decisamente accesa.
La vigilia del match del Meazza ha già anticipato le schermaglie che ci saranno oggi, in campo e sugli spalti. Protagonisti i due allenatori.
Da una parte il grande ex, Luciano Spalletti, che col mondo Inter (e soprattutto con Marotta) si è lasciato così così, sacrificato sull’altare di Conte proprio dopo aver riportato i nerazzurri nel calcio che conta, in Champions League.
Facile immaginare che, per uno come Spalletti, che vede fantasmi ovunque, uno smacco del genere abbia provocato una ferita difficile da rimarginare.
Dall’altra il neofita della panchina Chivu, che di Spalletti è stato giocatore ai tempi della Roma (e lo conosce molto bene), prima di diventare una colonna dell’Inter del triplete.
La vigilia dei due, che per la prima volta si ritroveranno davanti come allenatori avversari (all’andata sulla panchina della Juventus c’era ancora Tudor), è stata molto particolare.
Spalletti, a sorpresa, ha abdicato al trono (solitamente amato) della conferenza stampa della vigilia, lasciando il posto al capitano bianconero Locatelli. Decisione strana, non essendoci stati impegni infrasettimanali a giustificare la mancanza di volontà di sovraesporsi mediaticamente a pochi giorni di distanza.
Un silenzio che lascia adito a interpretazioni, che per loro stessa natura possono essere illuminate o fallaci.
L’ ultima uscita pubblica di Spalletti, nel postpartita di Juventus-Lazio 2-2, aveva fatto molto discutere, tanto da essere stata ripresa ancora negli ultimi giorni nelle conferenze stampa di altri allenatori.
Spalletti aveva parlato della necessità di riformare il sistema arbitrale, votandolo al professionismo, e aveva reclamato un rigore non dato dall’arbitro e non segnalato dal Var.
Il dibattito sul Var, aperto recentemente da De Rossi, alimentato da Gasperini e rilanciato da Spalletti e da Conte nel giro di pochi giorni, è particolarmente vivo in questo periodo storico, sia sulla stampa che nelle stanze che contano nel calcio.
Ad Allegri, nella conferenza stampa di vigilia di Pisa-Milan, è stato chiesto di dire la sua sul tema arbitri e Var, con riferimento specifico alla proposta di “riforma spallettiana”. Stessa cosa è stata fatta con Chivu.
Questo a testimonianza che le parole del tecnico bianconero, a distanza di quasi una settimana, ancora riecheggiano. Parto da questa eco per proporvi una chiave di lettura del silenzio di ieri.
È facile immaginare che nella conferenza stampa della vigilia i giornalisti avrebbero incalzato Spalletti a tornare sull’argomento arbitri-Var, così come hanno fatto nelle altre conferenze stampa, e secondo me questo è stato l’esatto motivo per cui il tecnico ha scelto di non parlare.
Ma, badate bene, per come la vedo io la sua è stata una scelta scaltra ma tutt’altro che buonista: Spalletti, con il suo silenzio, non ha voluto smorzare le polemiche da lui stesso alimentate, ma le ha fatte semplicemente continuare a riecheggiare, permettendo loro di autoalimentarsi, nuovamente, nel suo silenzio.
E veniamo a Chivu, che aveva il difficile compito di rispondere a questo silenzio. Il tecnico nerazzurro, per come la vedo io, ha magistralmente mascherato sotto il filtro insospettabile di un basso profilo, con tanto di toni pacati e il sorriso sulla bocca, una serie di frecciate al suo ex allenatore.
Chivu ha inoculato il proprio antidoto al silenzio, velenoso, di Spalletti, rispondendo indirettamente, in conferenza stampa, alla eco delle bordate spallettiane post Lazio.
È una mera interpretazione, ma diversi indizi della conferenza stampa di Chivu potrebbero portare in questa direzione. Quando Chivu afferma perentorio “io non vedo fantasmi”, tutti pensiamo immediatamente al suo prossimo avversario che, invece, come detto, di fantasmi ne vede eccome (e spesso ha ragione, per come la vedo io).
Nel mondo del calcio, dagli addetti ai lavori ai giornalisti, la considerazione è piuttosto diffusa, anche per via di alcune uscite pubbliche piuttosto enigmatiche del tecnico di Certaldo: basti pensare alla celebre frase sui “topini a Trigoria” dei tempi della prima avventura a Roma. Ma gli esempi sarebbero tanti.
Per come la vedo io, la frase di Chivu sul “non vedere fantasmi” è esattamente il manifesto programmatico della sua conferenza.
A seguire Chivu dice “parlerò di arbitri quando vedrò nel postpartita un allenatore ammettere di aver ricevuto un favore arbitrale, invece sento solo lamentele…”. Sembra una frase generica, ma poi tornano alla mente le parole di Spalletti che reclamava quel rigore non dato contro la Lazio.
I giornalisti in conferenza mangiano la foglia e chiedono a Chivu se non è preoccupato che gli arbitri possano essere condizionati dalle proteste di chi si lamenta, penalizzando chi mantiene (come lui) un basso profilo, e lui risponde “io sono preoccupato di vedere dove posso far migliorare i miei, sono stato scelto per trovare soluzioni e non per lamentarmi”.
Leggendo tra le righe, Chivu sembra rispondere, colpo su colpo, a tutto quello che Spalletti non ha avuto modo di dire alla vigilia, non avendo parlato, ma che riecheggia da giorni nei dibattiti calcistici nazionali.
Per non parlare dell’unico riferimento diretto fatto al tecnico di Certaldo, proprio a inizio conferenza: “Ho provato anche io a mandare Lautaro in conferenza stampa ma non me l’hanno permesso…”.
Sempre col sorriso sulla bocca, s’intende. E con tono fermo e pacato.
Se Spalletti, nella sua ultima uscita post Juve-Lazio, aveva detto che “gli arbitri sono troppo importanti in campo, non è possibile che siano gli unici non professionisti”, Chivu risponde, pacato, che “il problema del calcio italiano non sono gli arbitri”…
Non posso avere la certezza che il silenzio di Spalletti sia stato strategico e che le parole di ieri di Chivu siano state una risposta diretta a quelle di domenica del suo ex allenatore, ma mi piace pensare che Inter-Juventus sia già iniziata, con un botta e risposta virtuale ma acceso, preludio ad un ennesimo scontro epico, come è stato quello dell’andata. Quando a parlare sarà, finalmente, il campo.
L’articolo È il giorno di Inter-Juventus: la strana vigilia di Chivu e Spalletti proviene da IlNewyorkese.