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Farmaci, Federfarma “Paradossale attribuire alla farmaceutica convenzionata lo sforamento del tetto della spesa”

Farmaci, Federfarma “Paradossale attribuire alla farmaceutica convenzionata lo sforamento del tetto della spesa”

ROMA (ITALPRESS) – “La spesa farmaceutica complessiva (acquisiti diretti + convenzionata) nei primi 9 mesi del 2025 si è attestata a 18 miliardi e 420 milioni, con uno scostamento dal tetto programmato pari a 2,85 miliardi di euro. Scomponendo la spesa complessiva nelle due voci che la formano (spesa per acquisti diretti da parte di ospedali e ASL e spesa per distribuzione convenzionata attraverso le farmacie) emerge che la spesa per acquisti diretti sfora il proprio tetto di 3,38 miliardi di euro, mentre la spesa convenzionata risulta inferiore di 0,47 miliardi rispetto al proprio tetto. Non è quindi corretto affrontare il problema dello sforamento della spesa farmaceutica andandone a ricercare le cause nella spesa farmaceutica convenzionata, come invece riporta il Dataroom del Corriere della Sera pubblicato on line il 23 febbraio”. Così Federfarma in una nota.

“Per avvalorare questa tesi paradossale, l’articolo individua due principali cause: la nuova remunerazione delle farmacie per la dispensazione dei farmaci SSN e il trasferimento dalla diretta alla convenzionata di alcune classi di medicinali utilizzati nel trattamento del diabete – prosegue Federfarma -. Per quanto riguarda la remunerazione, prima della riforma del 2024 il sistema si fondava sostanzialmente sulla percentuale del prezzo del farmaco, costituendo un’eccezione a livello europeo e contribuendo a limitare fortemente la disponibilità di farmaci innovativi in farmacia a discapito dei cittadini. Il nuovo sistema – che è stato fortemente voluto da tutti i Governi succedutisi dal 2012 ad oggi, anche per allineare l’Italia agli altri Paesi europei – riduce significativamente la remunerazione delle farmacie sui medicinali più costosi e la aumenta sui farmaci di prezzo più basso, riconoscendo il valore dell’atto professionale della dispensazione”

L’impatto della nuova remunerazione sulla spesa farmaceutica è stato previsto dal Legislatore, esattamente quantificato dall’Agenzia per il farmaco e certificato dalla Ragioneria Generale dello Stato nei limiti delle previsioni di bilancio: non si è verificato infatti alcuno sforamento del tetto della spesa farmaceutica convenzionata – sottolinea l’associazione di categoria -. Per quanto riguarda il trasferimento di alcuni farmaci dalla diretta alla convenzionata, i dati AIFA certificati dal MEF dimostrano che il cambio di canale distributivo delle gliflozine ha determinato, in soli tre mesi, un risparmio di 9,2 milioni di euro, che su base annua corrisponde a un risparmio di circa 36,5 milioni di euro. Inoltre, tale riclassificazione ha rallentato la crescita dei consumi di gliflozine che ha registrato un +37,7% dopo il passaggio, a fronte di un +49% degli anni precedenti. Viste le forti differenze regionali a livello di consumi dei medicinali, e quindi dei relativi costi, è solo l’AIFA, come Ente regolatore indipendente, che può fornire un’autorevole e attendibile analisi dell’impatto della riclassificazione dei farmaci, e non una ricostruzione parziale riferita alla dispensazione in uno o due territori regionali”.

 “Al di là dell’aspetto economico, il trasferimento di queste due classi di farmaci ha reso molto più agevole e omogeneo l’accesso al farmaco, come dimostra anche l’apprezzamento più volte espresso dalle associazioni di pazienti e cittadini. In particolare, tale misura realizza una sostanziale parità di accessibilità ai medicinali senza distinzione tra territori evitando al cittadino di dover tornare almeno due volte in farmacia, come avviene invece nella dispensazione per conto delle ASL – conclude Federfarma -. Il passaggio di questi medicinali in regime convenzionale migliora poi l’aderenza terapeutica. Secondo i dati Osmed solo il 45% dei pazienti con diabete assume regolarmente i farmaci: avvicinare il luogo di dispensazione alla residenza del malato cronico e semplificare le modalità di accesso al farmaco costituiscono una straordinaria opportunità per verificare e migliorare l’aderenza alla terapia”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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