La cultura manageriale italiana ha avuto il suo momento sul palco più prestigioso di New York. Sabato 10 ottobre, alla Carnegie Hall, Valter Quercioli, presidente nazionale di Federmanager, ha ricevuto l’Italian Reputation Award 2026, il riconoscimento che celebra chi con il proprio lavoro rafforza il nome dell’Italia nel mondo.
Il premio, giunto alla terza edizione, è stato ideato da Davide Ippolito, fondatore e presidente dell’Italia America Reputation Lab, e realizzato quest’anno in partnership con Campus Salute e con il suo presidente Pasquale Antonio Riccio.
A consegnare la medaglia a Quercioli è stato Alfonso Cerullo, campano, tra i manager più affermati negli Stati Uniti, President Optical Retail, Medical & Surgical North America di EssilorLuxottica. Un manager italiano che ha costruito la propria carriera ai vertici dell’industria americana ha premiato chi rappresenta la dirigenza industriale italiana: un’immagine che ha dato alla cerimonia uno dei suoi momenti più significativi.
Questa la motivazione:
«Per aver posto la cultura manageriale, la competenza e la responsabilità al centro di una visione moderna e competitiva del sistema industriale italiano. Forte di una lunga esperienza internazionale, Valter Quercioli ha affiancato al proprio percorso professionale un impegno costante nella rappresentanza della dirigenza industriale, fino ad assumere la Presidenza nazionale di Federmanager. Alla guida della Federazione ha promosso il ruolo dei manager come motore dell’innovazione, della crescita delle imprese e della competitività del Made in Italy, accompagnando il Paese nelle grandi trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali. Per il suo contributo alla crescita della cultura manageriale e alla reputazione del sistema produttivo italiano nel mondo, l’Italian Reputation Award 2026 viene conferito a Valter Quercioli».
Per Quercioli il premio ha coronato una settimana newyorkese intensa. Il 9 ottobre è intervenuto alla Scuola d’Italia Guglielmo Marconi all’incontro “Health is a Family Affair”, dedicato a prevenzione e longevità tra le generazioni, portando la prospettiva del mondo del lavoro e del welfare aziendale. La sera stessa ha preso parte, all’Istituto Italiano di Cultura, al Premio Food and Future, dedicato ai giovani talenti delle Accademie di Belle Arti di Napoli, Bari e Lecce.
Con lui sono stati premiati alla Carnegie Hall:
Andrea Mazzucchi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli;
Brad Hoylman-Sigal, Manhattan Borough President;
Nick Eyde, imprenditore che ha portato l’Italian Bowl a Toledo;
l’artista Aldo Gallina;
Concetto “Tino” Ruta, presidente e CEO di Knights Care Global.
A consegnare i premi sono stati, tra gli altri, la professoressa Annamaria Colao, Erica Di Giovancarlo, Trade Commissioner dell’ICE negli Stati Uniti, l’assessora alla Cultura del Municipio I di Roma Giulia Silvia Ghia e monsignor Dario Edoardo Viganò. L’edizione ha visto anche il debutto del premio Future Leader Under 30.
La cerimonia, condotta dalla giornalista di Sky TG24 Cristiana Mancini, si è aperta con gli inni nazionali cantati dagli studenti della Scuola d’Italia e si è chiusa con il “Nessun dorma” eseguito dal maestro Francesco Pollon. A impreziosire il tutto le interpretazioni di Alice Lussiana Parente e Serena D’Andria.
Ai premiati è stata consegnata una medaglia forgiata a mano dal maestro orafo Marco De Luca, ispirata alle monete dell’antica Roma e dedicata a Eucleia, la divinità greca della buona reputazione.
Dal palco di New York, Quercioli ha guardato già al futuro della Federazione oltreoceano. «Ricevere questo premio alla Carnegie Hall, dalle mani di un manager italiano che ha saputo affermarsi ai vertici dell’industria americana, ha per me un significato particolare», ha dichiarato. «Negli Stati Uniti lavorano migliaia di manager italiani che ogni giorno portano competenza, metodo e visione nelle imprese di questo Paese. E sono sempre di più i manager americani che guidano aziende italiane qui, facendo da ponte tra due culture industriali. È a loro che vogliamo essere vicini. Per questo stiamo lavorando all’idea di aprire una sezione di Federmanager negli Stati Uniti, e New York è il luogo naturale da cui partire: una casa per la managerialità italiana in America, un punto di incontro, formazione e rappresentanza per chi ogni giorno costruisce la reputazione del Made in Italy nel mercato più competitivo del mondo».
L’Italian Reputation Award è promosso da Reputation Research, RetImpresa, Campus Salute, Progetto Alfa e IARL – Italia America Reputation Lab.