
A Palm Springs, in California, il centenario della nascita di Marilyn Monroe è stato celebrato con un raduno costruito intorno a una delle immagini più riconoscibili del cinema americano: l’abito bianco sollevato dall’aria nella scena di Quando la moglie è in vacanza, il film del 1955 che più di altri ha fissato l’attrice nell’immaginario popolare. Nel weekend, più di mille persone arrivate da diversi paesi si sono vestite da Marilyn e si sono riunite nel centro della città, che da anni coltiva un legame molto con la sua figura. Il risultato è stato anche un record: secondo il Guinness World Records, i sosia presenti erano 1.037, molti più dei 254 registrati in Australia nel 2020, che detenevano il primato precedente.
Il raduno non era soltanto una festa in costume. Perché il record fosse riconosciuto, i partecipanti dovevano rispettare regole precise. Chi si è iscritto ha pagato una quota di 75 dollari e ha ricevuto un kit pensato per rendere il gruppo il più uniforme possibile: abito bianco plissettato, parrucca biondo platino, occhiali cat-eye, rossetto rosso e un bicchiere da Martini. Donne e uomini hanno partecipato allo stesso modo, passando attraverso una registrazione con QR code e il controllo dei giudici del Guinness.
Il centro della celebrazione è stato il Downtown Park, dove si trova Forever Marilyn, la grande statua alta più di sette metri che riproduce proprio la scena dell’abito bianco. Per tre giorni Palm Springs ha costruito intorno al raduno un piccolo festival dedicato a Monroe, con proiezioni, spettacoli musicali dal vivo e iniziative a tema. La cosa interessante è che Marilyn continua a funzionare come icona anche quando viene ridotta ai suoi segni più immediati: il biondo platino, il rossetto, il vestito bianco, la posa. È una semplificazione, certo, ma dice anche quanto la sua immagine sia rimasta leggibile per generazioni diverse, anche per persone che magari non hanno mai visto davvero i suoi film.
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