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Il tocco di Allegri

Massimiliano Allegri è un vincente: lo dice il suo curriculum, ed è storia, lo dimostra ancora oggi col Milan, ed è un presente fortemente votato al futuro.

Per la seconda volta il tecnico rossonero ha imbrigliato Chivu e l’Inter, destinati (probabilmente) a vincere il campionato con diverse giornate d’anticipo e imbattuti proprio dal derby d’andata.

La settimana scorsa, con un reel diventato virale sulla nostra pagina Instagram di SMIT, abbiamo giocato sul fatto che il Tocco di Allegri, novello Re Mida del calcio, avesse contribuito alla vittoria del Festival di Sanremo da parte di Sal Da Vinci: Allegri, infatti, aveva dichiarato in conferenza stampa che il pezzo gli era molto piaciuto, proprio poche ore prima della serata finale.

Quello era un accostamento di due episodi molto efficace sui social (in termini di engagement) ma molto difficile da dimostrare, se non facendo appello al soprannaturale. Quel Tocco di Allegri era un “gioco”, se vogliamo chiamarlo così.

Un gioco destinato a diventare qualcosa di diverso: oggi, il giorno dopo il derby di Milano, il Tocco di Allegri può essere riproposto in termini diversi, più attinenti al calcio che al sovrannaturale.

Sui Social lo riproponiamo come un Format, e non può che funzionare, ma nella realtà il tocco magico del tecnico livornese c’è stato eccome, ed è una “magia” frutto di lavoro, intuizione, esperienza e anche un pizzico di fortuna….che non guasta mai.

Quando Fofana ha lanciato nello spazio Estupinian la corsa inarrestabile dell’esterno ecuadoriano (spesso criticato da commentatori e tifosi) e la sua conclusione potente e precisa sotto la traversa hanno cristallizzato nella memoria collettiva un prodigio destinato a rimanere nella storia delle stracittadina milanese.

Il protagonista che nessuno si aspettava, scelto a sorpresa negli 11 titolari da Allegri, ha colpito e affondato la portaerei nerazzurra, con una giocata di atletismo, tecnica e potenza tali da scomodare paragoni che, fino a pochi istanti prima, sarebbero stati irriverenti, calcisticamente sacrileghi.

Il tutto pochi minuti dopo che Allegri, dalla panchina, aveva mostrato all’ex figliol prodigo proveniente dal Sudamerica la retta via, urlandogli di andare ad attaccare lo spazio in area.

Non è stata magia, o per lo meno la magia non può esaurire l’analisi: il “Tocco di Allegri” su Estupinian è stato al tempo stesso visione, esperienza, fiducia e un pizzico di incoscienza, forse….

Perchè l’Estupinian che tante volte avevamo visto in questa stagione avrebbe potuto anche diventare un problema per il Milan al derby, invece è diventato la soluzione.

Il brutto anatroccolo è diventato un cigno meraviglioso, tanto da rubare la scena anche per il resto della partita, sembrando un calciatore completamente diverso da quello che avevamo visto finora.

E qui l’accostamento social. Da impatto, certo. Da like e condivisioni. Impensabile, volutamente forzato e forse ancora un po’ blasfemo calcisticamente. Ma sorprendentemente verosimile.

Accostamento con chi? Beh, se siete arrivati fin qui, il minimo è guardarlo con i vostri occhi, magari mettendo un like anche voi, e seguendo il profilo di SMIT.

L’articolo Il tocco di Allegri proviene da IlNewyorkese.

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