
PALERMO (ITALPRESS) – Una carriera al servizio dei diritti umani e della tutela dei più vulnerabili: Mauro Palma, ex presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, ha ricevuto dall’Università di Palermo il dottorato di ricerca honoris causa in ‘Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti’.
Alla cerimonia, tenutasi nell’Aula Magna di Palazzo Steri, hanno partecipato circa 60 studenti di tre scuole secondarie: i licei classici Umberto e Garibaldi e lo scientifico Cannizzaro. La carriera di Palma è contrassegnata da un incessante impegno per il rispetto dei diritti a partire dal 1975 quando, in seguito all’approvazione della riforma penitenziaria, costituì insieme ad alcuni giuristi e intellettuali il Centro di documentazione sulla legislazione d’emergenza, focalizzato sullo studio di mutamenti legislativi e prassi nei procedimenti giudiziari contro esponenti di gruppi armati o persone accusate di supporto a tali organizzazioni; nel 1985 avrebbe poi fondato la rivista bimestrale Antigone (fondamentale per lo sviluppo del dibattito sulla dissociazione dal terrorismo), seguita nel 1991 dall’omonima associazione, di cui Palma rimase presidente per otto anni. Tra gli altri incarichi ricoperti figurano quello di presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa (2007-2011), presidente del Consiglio europeo per la cooperazione penalistica (2013-2015), membro del Gruppo di Esperti incaricati di assistere la Commissione Europea per la revisione del Regolamento sul controllo del commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte o per tortura e altri trattamenti inumani o degradanti (2012-2014), presidente della Commissione per i provvedimenti sul sovraffollamento delle carceri (2013-2016), consigliere del ministro della Giustizia per le tematiche sociali e della devianza (2013-2016) e componente del Comitato di esperti per la consultazione pubblica Stati generali dell’esecuzione penale (2014-2016). L’ultima funzione ricoperta (2016-2024), su nomina del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è quella di presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale: in tale veste Palma focalizzò l’attenzione non solo su carceri e istituti minorili, ma anche su trattenimento dei migranti, rimpatri forzati, trattamenti sanitari obbligatori, camere di sicurezza delle forze dell’ordine e residenze per persone con disabilità.
“Sono assolutamente onorato di ricevere questo riconoscimento: cerco di interpretarlo come se fosse non tanto per la mia persona, quanto per tutte le realtà istituzionali e associative che ho contribuito a costruire negli anni”, racconta Palma, che poi si sofferma sul titolo della sua lectio magistralis a Palazzo Steri: Parole che tradiscono. “Spesso – aggiunge – utilizziamo parole che sembrano addolcire le situazioni: non c’è nessun provvedimento che non abbia all’inizio una premessa che dice che si rispettano i diritti umani di tutte le persone, ma se andiamo a vedere nel contenuto e nell’applicazione delle norme queste parole sono state tradite; a volte forse bisognava stare attenti alle parole stesse, perché essendo un po’ generiche avevano poi la possibilità di tradire l’intenzione di chi le aveva scritte”.
La scelta di conferire un simile riconoscimento all’ex Garante dei detenuti, spiega il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, “è legata alla grandissima esperienza di una figura che ha impegnato tutta la vita al rispetto dei diritti umani: la sua produzione scientifica, la sua attività lavorativa e i suoi insegnamenti hanno sempre avuto come filo conduttore il rispetto dei diritti, esattamente quello che l’ateneo sta cercando di fare da qualche anno anche attraverso l’azione di centri specializzati dove lavorano docenti che in maniera trasversale e interdisciplinare veicolano il messaggio del rispetto dei diritti; temi come inclusività, rispetto delle minoranze, recupero di pezzi di popolazione che nella cultura possono vedere un ascensore sociale sono argomenti che rappresentano un filo conduttore. Questo dottorato si colloca nel contesto più ampio di un percorso che stiamo facendo tutti insieme, con la nostra Università che si pone al centro del dibattito culturale su diritti e inclusione”.
– foto xd8/Italpress –
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