
L’Istituto Italiano di Cultura di New York segna oggi la conclusione di una serie di iniziative musicali presentate in collaborazione con la Carnegie Hall nell’ambito del festival “United in Sound: America at 250” che celebra il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti. Svoltasi tra maggio e giugno, la rassegna – grazie alla quale l’Istituto Italiano di Cultura è entrato per la prima volta nel programma ufficiale della Carnegie Hall – ha esplorato i legami profondi e duraturi tra la tradizione musicale italiana e quella americana.
L’evento conclusivo, la proiezione del documentario Ennio di Giuseppe Tornatore – un omaggio al leggendario compositore Ennio Morricone – è stato introdotto da un videomessaggio dello stesso Tornatore e ha chiuso un programma che ha spaziato tra musica da camera, jazz, opera e cinema.
“La collaborazione con la Carnegie Hall rappresenta una pietra miliare per l’Istituto Italiano di Cultura di New York”, ha dichiarato il direttore Claudio Pagliara. “Mentre ci avviciniamo al 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti, questi programmi mirano a celebrare la storica amicizia tra il popolo italiano e quello americano, incoraggiando al contempo una riflessione sull’importanza dei legami transatlantici, sia passati che presenti”.
Le cinque iniziative.
1. Concerto: “Italia e America in dialogo: Pizzetti, Castelnuovo-Tedesco, Bernstein” (8 maggio). Il Trio Hermes — Ginevra Bassetti (violino), Francesca Giglio (violoncello) e Greta Maria Lobefaro (pianoforte) — ha eseguito opere di tre compositori emblematici di un dialogo musicale transatlantico: Ildebrando Pizzetti, radicato nella tradizione lirica e contrappuntistica italiana; Mario Castelnuovo-Tedesco, emigrato negli Stati Uniti nel 1939 in seguito alle leggi razziali fasciste e successivamente autore di colonne sonore a Hollywood; e Leonard Bernstein, la cui voce profondamente americana è stata plasmata da modelli europei e italiani.
2. Mostra: “Sicilia 1954: Il viaggio musicale di Alan Lomax e Diego Carpitella” (inaugurata il 15 maggio, aperta fino al 31 maggio). La mostra ha presentato fotografie, video e registrazioni audio tratti dalla storica spedizione etnomusicologica in Sicilia condotta nel 1954 dal folklorista americano Alan Lomax e dallo studioso italiano Diego Carpitella. Tra i relatori intervenuti all’inaugurazione figuravano Sergio Bonanzinga (Università di Palermo), Anna Lomax Wood (Association for Cultural Equity), Jo Ann Cavallo (Columbia University) e Joseph Sciorra (John D. Calandra Italian American Institute).
3. Concerto: “Nick La Rocca & His Brothers” con la Some Like It Hot Jazz Band (29 maggio, The Players, Gramercy Park). Questo concerto ha celebrato il ruolo dei musicisti italiani e italoamericani nella nascita del jazz, concentrandosi sulla figura del cornettista italoamericano Nick La Rocca, la cui Original Dixieland Jass Band registrò quello che è ampiamente considerato il primo disco jazz, nel febbraio del 1917. L’ensemble era composto da Luca Velotti (clarinetto/sassofoni, direzione musicale), Rossano Sportiello (pianoforte), James Cirillo (chitarra), Jon-Erik Kellso (tromba), Harvey Tibbs (trombone), Neal Miner (contrabbasso), Kevin Dorn (batteria) e Imani Rousselle (voce).
4. Mostra: “Enrico Caruso: da Napoli a New York” (inaugurata il 5 giugno, aperta fino al 31 agosto). Al suo debutto a New York dopo la presentazione del 2022 presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, questa mostra ripercorre la vita e l’eredità di Enrico Caruso attraverso fotografie, video e registrazioni sonore, illustrando la sua storia sia come figura artistica eccezionale sia come emblema dell’impatto culturale dell’emigrazione italiana in America. L’inaugurazione ha incluso la proiezione del documentario “Enrico Caruso, The Greatest Singer in the World”, curato da Giuliana Muscio.
5. Proiezione: Ennio (19 giugno). Il documentario di Giuseppe Tornatore dedicato al compositore Ennio Morricone, le cui colonne sonore hanno contribuito a definire il suono e l’immaginario del cinema americano, ha chiuso la rassegna. La proiezione è stata introdotta da un videomessaggio del regista stesso.
Il festival della Carnegie Hall “United in Sound: America at 250” riunisce istituzioni musicali e partner culturali di tutto il mondo per celebrare il 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti attraverso esecuzioni e riflessioni sul patrimonio musicale del Paese. L’inserimento di queste cinque iniziative curate dall’Italia nel programma ufficiale del festival ha sottolineato il ruolo centrale di artisti, compositori e immigrati italiani nello sviluppo della musica americana in ogni genere, dalla composizione classica al jazz fino alla musica per film.
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