ROMA (ITALPRESS) – “Basta cibo falso. Basta inganni ai danni dei consumatori e degli agricoltori italiani. La mobilitazione di oltre 10.000 agricoltori al Brennero dimostra che il Paese non è più disposto a tollerare questa vergogna”.Lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro delle Politiche Agricole, intervenendo alla manifestazione Coldiretti al Brennero e rilanciando la campagna No Fake Food contro le pratiche di falsa italianità dei prodotti agroalimentari.
“È inaccettabile – prosegue Pecoraro Scanio – che prodotti provenienti dall’estero attraversino i confini europei e, grazie a minime trasformazioni, diventino ‘italiani’ solo sulla carta. Parliamo di cosce di maiale straniere che con una semplice salatura diventano prosciutti italiani, di ortaggi importati da migliaia di chilometri, di marmellate confezionate all’estero con nomi italiani, fino al caso emblematico del concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina che, diluito, viene spacciato come salsa italiana. È una truffa”.
“Va superato definitivamente il vecchio principio doganale che consente di attribuire l’origine italiana sulla base di trasformazioni minime. È un sistema che favorisce l’agropirateria e danneggia il nostro sistema produttivo”.
Pecoraro Scanio ricorda il lungo impegno su questo fronte: “Da anni denuncio questa realtà, coniando il termine ‘agropirateria’ per descrivere un fenomeno che oggi, finalmente, è stato riconosciuto anche dal punto di vista normativo. L’introduzione di specifiche aggravanti nel codice penale con la legge Caselli rappresenta un passo importante: chi inganna consumatori e produttori deve essere perseguito con fermezza”.
“Il falso Made in Italy agroalimentare vale oltre 120 miliardi di euro nel mondo. Risorse che potrebbero generare occupazione, sviluppo e valore per il nostro Paese. Per questo dobbiamo continuare con determinazione la campagna No Fake Food e difendere con forza l’autenticità delle produzioni italiane”.
“Serve un impegno comune – conclude – delle istituzioni, delle associazioni agricole e dei consumatori per fermare una distorsione che penalizza l’Italia e mina la fiducia nei prodotti di qualità. Difendere il vero Made in Italy significa difendere lavoro, territorio e identità”.
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