
ROMA (ITALPRESS) – “Basta polemiche, ora uniti e andiamo a vincere. Se non vinciamo, la Meloni va al Quirinale e Vannacci a Chigi”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un’intervista a Repubblica, dopo l’approvazione alla Camera della legge elettorale. “Meloni ha paura di perdere e l’aver insistito così tanto su questa riforma è un segnale di debolezza”, spiega. “Penso che non ci sarà spazio per un terzo polo. Nel momento in cui la partita diventa una sfida all’ultimo voto per chi prende il premio di maggioranza, chi sta fuori dalle coalizioni diventa irrilevante. Anche se Calenda dovesse raggiungere la soglia del 3% non toccherebbe palla”.
Lei terrebbe le porte aperte anche ad Azione? “Più che aperte, spalancate. Sapendo che Calenda cambia idea sempre la sera prima della presentazione delle firme. Ma comunque meglio avere tutti dentro e vincere che fare questioni di lana caprina e perdere. Prepariamoci ad accoglierlo senza polemiche”, aggiunge “Senza noi riformisti, il campo largo non vince, non va oltre il 40%”
CALENDA “RENZI GENUFLESSO A ‘CAMPO LAVROV’ PER UNA POLTRONA”
“Matteo, Vannacci lo hai aiutato in tutti i modi a costruire il suo movimento neofascista. Queste baggianate non se le beve più nessuno. L’unico piano che hai è quello di trovare un taxi – e te lo dice un ex tassista – fino alla prossima poltrona. Per fare questo non esiti a genufletterti a Conte, AVS e tutto il campo Lavrov, che poi tradirai come sempre hai fatto il giorno dopo a meno che non ripristino la possibilità di farti pagare dagli autocrati stranieri. Il resto è davvero chiacchiera e fuffa”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda, risponde a Matteo Renzi. “Il problema è che questa volta non ti seguiranno neanche i tuoi elettori storici. Per questo ti dimeni come un’anguilla. Fai la cortesia di tenerci fuori dalle tue convulsioni. Noi rimarremo dove ci hanno messo gli elettori: al centro”, conclude Calenda.
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