
Il ruolo del portiere è spesso il più ingrato del calcio: una parata può passare inosservata, un errore diventa decisivo. Da qui parte la conversazione con Stefano Sorrentino e Matteo Blasimme, due ex portieri che analizzano la giornata di campionato partendo dal rendimento degli estremi difensori.
Partiamo con un “borsino” dei portieri della giornata: chi vi ha convinto e chi invece ha deluso?
Stefano Sorrentino:
Tra chi mi ha deluso metto Svilar e Carnesecchi. Anche Caprile ultimamente ha un rendimento un po’ calato.
Se invece devo fare un nome tra chi ha fatto bene dico Motta della Lazio. Non è semplice, a 20 anni, ritrovarsi titolare in una squadra come la Lazio, che tra l’altro ha diverse problematiche. Fare due partite, conquistare sei punti e ottenere il primo clean sheet contro il Milan non è da tutti.
Matteo Blasimme:
Sì, più o meno sono gli stessi nomi. Su Svilar è un discorso un po’ particolare: semplicemente è sceso rispetto all’enorme rendimento che aveva avuto quest’anno e quindi questi episodi si notano di più.
Su Motta bisogna fare un plauso: a vent’anni trovarsi in una situazione del genere non era neanche programmato, e invece sta facendo bene.

Il ruolo del portiere è spesso ingeneroso. Sul gol subito da Svilar, con la palla che passa sotto le gambe, si tratta di un errore tecnico o di un episodio?
Stefano Sorrentino:
Quando entri in una fase così perdi un po’ di fiducia e sicurezza. Anche un passo in più o in meno può fare la differenza.
È vero che negli ultimi anni ci ha abituato a prestazioni altissime, ma ultimamente alcune sono state negative. Il primo gol preso ieri, che un portiere del suo livello non può prendere, ha inciso molto sul risultato della squadra. E la Roma ultimamente sta zoppicando anche per questi episodi.
Dopo il 92° minuto di Juventus-Roma sembra cambiata la percezione della corsa Champions. È davvero così?
Stefano Sorrentino:
La Roma è passata in poco tempo da +7 a -2 dalla Juventus (e -3 dal Como), e questo pesa. Però la squadra è ancora in corsa.
Bisogna considerare che la Roma è in costruzione: ha giocato diverse partite senza una vera punta e con tanti infortuni, con giocatori spesso adattati fuori ruolo. In questa situazione arrivare a giocarsi la Champions a poche giornate dalla fine non è poco. E fino all’ultimo secondo continuerà a provarci.
Matteo Blasimme:
Da tifoso la vivo in modo più emotivo. Io ho un rapporto con la Roma come con una compagna di vita: c’è tanto amore, ma quando si spegne la luce si spegne davvero.
Negli ultimi anni succede sempre qualcosa che impedisce di raggiungere gli obiettivi. Quest’anno la Roma aveva un match point importante contro la Juventus e lo ha sprecato. Tutte le squadre hanno difficoltà: guardiamo il Napoli, che ha perso giocatori importanti ma è rimasto competitivo. La Roma in questa fase sta pagando a caro prezzo le proprie difficoltà legate agli infortuni, perché non è ancora al livello del Napoli.
La sensazione è che la Roma si sia giocata molto proprio nella partita con la Juve.
Dopo Como-Roma ha fatto discutere l’episodio tra Gasperini e Fàbregas, con le proteste di Gasperini per le simulazioni dei giocatori del Como e la mancata stretta di mano finale.
Stefano Sorrentino:
Conosco bene Gasperini. È un uomo molto diretto, uno che dice sempre quello che pensa. Può piacere o no, ma almeno è una persona vera, e nel calcio non è così scontato. Per fare una battuta, lo vedo fin troppo calmo ultimamente alla Roma…
Matteo Blasimme:
Sono d’accordo con Stefano. Se rivedi la partita, alcune simulazioni hanno inciso molto sugli episodi. In un calcio con VAR e tecnologia è difficile accettare decisioni su situazioni del genere. Il secondo giallo a Wesley non c’era mai e ha inciso sul risultato, normale che Gasperini si arrabbi.
Il Como gioca bene, va forte, ma spesso i giocatori stanno a terra e questo può innervosire.
Fàbregas sembra non essere stato accolto benissimo dalla vecchia guardia degli allenatori italiani.
Matteo Blasimme:
Diciamo che non si è neanche sforzato molto per farsi apprezzare…
Stefano Sorrentino:
Lui ha le sue idee e le porta avanti. Parliamo di uno dei giocatori più forti del mondo nel suo ruolo, con una mentalità diversa da quella italiana.
Il problema spesso non è chi dice le cose come stanno, ma la nostra cultura che premia chi si comporta in modo più accomodante.
Parliamo della lotta Scudetto. Il Milan ha perso l’ultimo treno utile perdendo contro la Lazio?
Stefano Sorrentino:
Secondo me la lotta Scudetto non ha storia. Anche se il Milan avesse vinto e si fosse avvicinato all’Inter, la differenza resta.
Il Milan dovrà rinforzarsi per la prossima stagione, soprattutto se giocherà la Champions. Servono giocatori di livello e una vera punta che faccia la differenza.
Matteo Blasimme:
L’Inter è su un altro livello, per consapevolezza e qualità. Il campionato, per me, era già indirizzato da tempo.
Anche quando ha avuto qualche battuta d’arresto, l’Inter è rimasta sempre la squadra più solida. Le altre non erano attrezzate per competere davvero fino in fondo.
Chiudiamo con la Juventus e il lavoro di Spalletti.
Stefano Sorrentino:
Sta facendo un grande lavoro. Si sta inventando soluzioni offensive, ha riportato alcuni giocatori ad alti livelli e tutto questo senza una vera punta.
La Juventus però ha bisogno di tempo e programmazione. Negli ultimi anni ha cambiato troppi allenatori. Servono rinforzi e più personalità in squadra.
Matteo Blasimme:
Spalletti è un grandissimo allenatore, lo ha dimostrato alla Roma e al Napoli. Se gli verrà dato il tempo di lavorare, la Juventus può davvero iniziare un nuovo ciclo.
Per la corsa Champions oggi è la favorita e, se chiuderà così la stagione, avrà raggiunto l’obiettivo.
L’articolo Sorrentino e Blasimme: “Svilar in calo, Motta sorprende. Inter troppo forte per lo Scudetto” proviene da IlNewyorkese.