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Alla fine vanno avanti tre squadre italiane e resta fuori proprio quella più rappresentativa del calcio italiano, vale a dire il Napoli con il tricolore sul petto.

L’ultima giornata di Champions League, con la suggestiva formula in contemporanea che ha visto 18 partite giocarsi tutte in contemporanea, ha espresso i primi verdetti definitivi di questa stagione europea: Inter, Juventus e Atalanta vanno avanti, ma tutte dovranno passare dalla forche caudine degli spareggi.

I nerazzurri di Milano hanno dato vita ad una campagna europea fin qui normale, senza picchi, nella quale hanno battuto tutte le squadre che dovevano battere perdendo, però, i big match contro Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal.

Fin qui la Champions League dell’Inter è stata priva di exploit, ma è lecito sperare in un salto di qualità adesso che si arriverà nella fase calda della stagione.

L’Atalanta si trova nel paradosso di dover ringraziare il tanto vituperato Juric, esonerato per far posto a Palladino: i bergamaschi infatti entrano tra le prime 24 soprattutto grazie al tesoretto di punti europei lasciati in dono dall’ex allenatore.

Il calendario aveva dato all’Atalanta la clamorosa possibilità di accedere direttamente agli ottavi di finale, dovendo affrontare nelle ultime  due partite l’Athletic Bilbao in casa e fuori l’Union SG: con 4 punti i ragazzi di Palladino avrebbero evitato i play-off, invece sono arrivate due (brutte) sconfitte. Occasione sprecata enorme.

La Juventus di Spalletti non è andata oltre il pareggio a reti bianche nell’ultima uscita in casa del Monaco: poco male, dato che anche una vittoria sarebbe stata inutile, conti alla mano, per l’accesso diretto agli ottavi. La Champions bianconera, così come quella dell’Inter, deve ancora davvero decollare, sperando che la fase ad eliminazione diretta porti quegli exploit che sono mancati nella fase campionato.

Con un tabellone tennistico già in gran parte delineato, i sorteggi dovranno adesso sciogliere le ultime riserve sulle prossime avversarie delle italiane, ma il range di scelta è veramente ridotto ai minimi termini.

L’Inter può pescare una tra il Benfica di Mourinho e la sorpresa Bodo Glimt, con la prospettiva di incontrare agli Ottavi una tra Manchester City e Sporting.

L’Atalanta può pescare subito una tra Borussia Dortmund e Olympiakos, con la certezza che, anche andando avanti, gli ottavi di finale saranno una Mission Impossible con una tra Arsenal e Bayern Monaco.

La Juventus può pescare una tra Bruges e Galatasaray, con un occhio agli ottavi per capire se dal proprio lato del tabellone ci sarà il City o lo Sporting.

La certezza è che, dovessero andare avanti tutte le italiane, dopo gli spareggi due incroci su tre agli ottavi sarebbero proibitivi, visto che l’Atalanta cascherà comunque male e una tra Juventus e Inter sarà costretta a incrociare il cammino della corazzata di Manchester di Guardiola.

Guardando al futuro con ambizione e speranza (ma ci vuole anche un pizzico di incoscienza di questi tempi) il tabellone della Champions ci consegna la certezza che Juventus e Inter non potrebbero incrociarsi prima di un’eventuale Finale tutta italiana: per il momento lo scontro tra le due sarà solo a distanza, perché nel sorteggio cercano entrambe il jolly Sporting Lisbona per evitare lo spauracchio City.

Come detto quella che non pesca l’una la pescherà l’altra.

La grande delusione europea di questa stagione è il Napoli di Conte: la squadra campione d’Italia in carica ha fatto troppo poco in Champions e, nonostante gli infortuni abbiano pesantemente condizionato la stagione (anche europea) dei partenopei, le Coppe si confermano ancora una volta la bestia nera di Antonio Conte.

Il tecnico del Napoli non ha mai trovato nelle coppe europee quella consacrazione definitiva nel gotha del calcio che tutti ci aspettavamo che potesse, prima o pi raggiungere. C’è sempre tempo, ma la bacheca europea di uno dei più grandi allenatori degli ultimi 15 anni resta ancora incredibilmente vuota e le brutte figure superano di gran lunga quelle belle.

A proposito di allenatori, uno che in Europa è sempre stato veramente nel giardino di casa sua è Josè Mourinho. L’ultima giornata della fase campionato di Champions ha regalato la storia più straordinaria e incredibile a Lisbona, dove il suo Benfica ha battuto il real Madrid, estromettendolo dalle prime otto e costringendolo ai Play-off e ottenendo un clamoroso accesso agli spareggi, proprio all’ultimo assalto.

La fine di Benfica-Real Madrid è da film: tutte le altre partite sono già finite e tutti gli occhi sono puntati sul Da Luz, dove il Benfica sta battendo il Real 3 a 2. Vittoria di prestigio che non basta, perché il Benfica è 25mo, sotto al Marsiglia, che è già negli spogliatoi a leccarsi le ferite dopo la sconfitta col Bruges, a causa della differenza reti.

Nel finale concitato di Lisbona il Real cerca il gol del pareggio che gli darebbe accesso diretto agli ottavi mentre il Benfica cerca il gol del 4-2 che gli permetterebbe di superare il Marsiglia ed accedere agli spareggi, da 24ma.

Il Real preme ma il Benfica regge. Poi arriva l’ultimo assalto del Benfica, nel recupero del recupero. Un calcio di punizione dalla trequarti. Mourinho si sbraccia ed indica a Trubin, il suo portiere, di andare a saltare in area. Non c’è più nulla da difendere e lo Special One lo sa bene. Parte il pallone: è una preghiera, che lascia col fiato sospeso tutta Europa. Svetta di testa in mezzo all’area Trubin, che anticipa tutti e devia il pallone in porta. Courtois non ci arriva. La palla entra in porta.

È successo…il Benfica ha segnato il 4-2 ed ha guadagnato il pass per la fase ad eliminazione diretta. All’ultimo secondo. Con un gol del suo portiere.

Mourinho non si smentisce mai: lo Special One è davvero, ancora, l’uomo che rende possibile tutto, anche l’impossibile, e il calcio è meraviglioso proprio perché tutto questo può accadere, in diretta televisiva mondiale.

L’articolo Tre su quattro proviene da IlNewyorkese.

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Alla fine vanno avanti tre squadre italiane e resta fuori proprio quella più rappresentativa del calcio italiano, vale a dire il Napoli con il tricolore

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