
Il rapporto tra letteratura classica e politica non è solo un tema accademico, ma una chiave di lettura che attraversa tutta la storia culturale europea: pochi autori lo incarnano in modo evidente quanto Dante Alighieri, che nella sua opera ha intrecciato riflessione poetica, visione filosofica e un intervento diretto sul potere del suo tempo. Questa dimensione di Dante è spesso ridotta nei percorsi scolastici a semplice elemento di contesto, ed è per questo che alla New York University, precisamente alla Casa Italian Zerilli-Marimò il 23 aprile, sarà possibile partecipare ad una rilettura del pensiero politico dantesco.
L’evento, organizzato dal Dipartimento di Italian Studies, ruota attorno alla presentazione del volume Perspectives on Dante Politico. At the Crossroads of Arts and Sciences, pubblicato nel 2024 da De Gruyter e curato da Donatella Stocchi-Perucchio, docente all’Università di Rochester. Il libro raccoglie contributi di studiosi provenienti da ambiti diversi e sarà discusso con la partecipazione di Eugenio Refini, Alison Cornish e Maria Luisa Ardizzone della NYU, insieme a Timothy Campbell della Cornell University. Il confronto, previsto tra le 18:30 e le 20:00 e svolto in inglese, si inserisce in un filone di studi che mira a ricollocare Dante non solo come autore canonico, ma come figura attiva nel dibattito politico del suo tempo.
Il sottotitolo At the Crossroads of Arts and Sciences richiama un modello di sapere tipico della cultura medievale, in cui arti e scienze costituivano un sistema integrato, antesignano delle attuali distinzioni accademiche. Il volume utilizza questa prospettiva per proporre una lettura interdisciplinare del pensiero dantesco, mettendo in relazione campi diversi per analizzarne le implicazioni politiche.
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