
A poche settimane dall’inizio del FIFA World Cup 2026, che per la prima volta sarà ospitato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, New York e il New Jersey stanno finalmente capendo come gestire l’accoglienza. Questa non riguarda, infatti, solo le partite – che si giocheranno principalmente al MetLife Stadium, uno degli impianti centrali del torneo – ma soprattutto ciò che avviene fuori dagli stadi. Il piano è puntare a trasformare l’intera città in una rete di spazi dedicati alla visione delle partite e agli eventi culturali, accessibili gratuitamente.
L’iniziativa è stata presentata dal sindaco Mamdani e dalla governatrice dello Stato di New York Kathy Hochul, che hanno confermato la creazione di “Official NYNJ Fan Events” in tutti e cinque i borough. Il progetto nasce per replicare l’esperienza delle fan zone, che nelle ultime edizioni del Mondiale – da FIFA World Cup 2014 a FIFA World Cup 2022 – hanno attirato milioni di persone anche senza biglietto per lo stadio. Mamdani ha voluto sottolineare proprio come per molti tifosi l’esperienza collettiva fuori dagli impianti sia stata centrale quanto quella sportiva, anche in considerazione del costo esorbitante che hanno raggiunto i biglietti per le partite di questi Mondiali.
Dallo scorso ottobre, quando la FIFA ha avviato le vendite per il FIFA World Cup 2026, i prezzi dei biglietti sono stati al centro di critiche diffuse. Il sistema introdotto per questa edizione è quello del “dynamic pricing”, già utilizzato in altri grandi eventi sportivi e musicali: i prezzi variano nel tempo in base alla domanda, aumentando sensibilmente per le partite più richieste. Nei primi sette mesi di vendita, le tariffe medie sono cresciute di circa il 34 per cento, con picchi molto più alti per la finale o le gare delle nazionali più seguite.
Secondo un’analisi di The Athletic, tra il 2006 e il 2022 un biglietto di categoria più alta per la partita inaugurale costava, a valori attualizzati, tra i 500 e i 630 euro; per il 2026 si arriva a circa 2.000 euro per l’esordio allo Estadio Azteca. Per alcune partite negli Stati Uniti, come quelle previste in California, si superano i 2.300 euro. La finale, secondo diverse stime, si colloca su livelli comparabili a eventi come il Super Bowl, dove i prezzi possono superare i 20-25mila euro sul mercato secondario.
Negli Stati Uniti e in Canada la rivendita è legale e la FIFA ha attivato un proprio mercato ufficiale secondario, contribuendo a spingere ulteriormente i prezzi. A questo si aggiungono le spese accessorie: parcheggi gestiti dalla stessa organizzazione con costi medi intorno ai 150 euro e trasporti locali spesso più cari del normale. Nel New Jersey, ad esempio, il collegamento ferroviario tra New York e il MetLife Stadium è passato da circa 11 a quasi 130 euro andata e ritorno durante il torneo. Anche per questo, le iniziative gratuite diffuse nei quartieri diventano una delle principali modalità di accesso al Mondiale per la maggior parte delle persone.
La distribuzione nei cinque distretti servirà anche ad evitare una concentrazione esclusiva nelle aree più turistiche di Manhattan. Nel Queens, l’USTA Billie Jean King National Tennis Center ospiterà le proiezioni quotidiane della fase a gironi dall’11 al 27 giugno. A Manhattan, il Rockefeller Center diventerà un “Fan Village” in collaborazione con Telemundo durante le fasi finali, tra il 6 e il 19 luglio. A Brooklyn, il Brooklyn Bridge Park ospiterà eventi quotidiani lungo tutto il periodo del torneo, mentre nel Bronx il Bronx Terminal Market sarà attivo nelle prime giornate. A Staten Island, infine, lo Staten Island University Hospital Community Park offrirà proiezioni serali tra fine giugno e inizio luglio, con un nuovo maxischermo LED installato per l’occasione.
Secondo le stime diffuse dal comitato organizzatore locale, questi Mondiali avranno delle ricadute significative su commercio, ristorazione e turismo, soprattutto se distribuiti nei quartieri. In parallelo, sono previste altre grandi attivazioni nell’area metropolitana: una fan zone dedicata a Harrison, nel New Jersey, e una programmazione continuativa all’American Dream Mall, uno dei più grandi centri commerciali degli Stati Uniti.
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