
TORINO (ITALPRESS) – Prima la partecipazione all’avvio delle celebrazioni per il centenario della morte di Piero Gobetti, poi la visita alla redazione de La Stampa. È stata questa la mattinata torinese del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che intorno alle 11 ha fatto il suo ingresso al Teatro Carignano per la cerimonia inaugurale dedicata all’intellettuale torinese e antifascista, che morì proprio il 16 febbraio del 1926 a Parigi, dopo il grave pestaggio squadrista subìto qualche mese prima nel capoluogo piemontese. Successivamente, il capo dello Stato ha fatto una visita privata alla redazione del quotidiano torinese, per la cui vendita sono in corso le trattative. Ad accogliere l’arrivo del presidente della Repubblica, davanti al Carignano, sono stati il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, insieme al prefetto Donato Cafagna.
Durante il suo intervento, Cirio ha detto: “Tra i privilegi di fare il presidente di Regione c’è quello di poter incontrare tante volte il presidente della Repubblica e questo è il motivo per cui voglio rappresentare tutta la gratitudine della comunità piemontese per la sua presenza costante, il suo affetto, la sua vicinanza ai luoghi ma anche alle persone del nostro Piemonte. E anche per il suo impegno quotidiano nella difesa della nostra amata Costituzione repubblicana e antifascista”. Un’eredità, quella di Gobetti, che il governatore Cirio ha voluto legare anche allo sviluppo economico del Piemonte. “Credo che noi a Gobetti dobbiamo anche molto rispetto al pensiero liberale e sociale che ha permeato anche la crescita economica di questa regione, quella che hanno poi codificato in responsabilità sociale d’impresa – ha detto – Uomini come Adriano Olivetti l’hanno realizzata nella vita di tutti i giorni, ma anche la famiglia Ferrero e i tre verbi a cui il Cavaliere del Lavoro Michele Ferrero ispirava la sua attività: lavorare, creare, donare. Perché se non lavori non crei nulla. Se crei, avrai qualcosa da donare, ma poi dovrai essere in grado di poterlo donare e di rendere sociale quella che è la ricchezza che hai creato. Che cos’è questo se non il pensiero gobettiano applicato e attuato nella vita di tutti i giorni?”.
Durante l’evento al Teatro Carignano, il giurista e presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario, Gustavo Zagrebelsky, ha tenuto una lectio magistralis. A fine cerimonia, si è intrattenuto a parlare con il presidente Mattarella per qualche secondo. “Lui è siciliano, ma ha uno stile in cui noi sabaudi ci riconosciamo facilmente, uno stile sobrio, senza retorica, da schiena dritta come avrebbe detto Gobetti. Gli ho detto che Torino era molto grata e onorata della sua presenza” ha commentato a margine Zagrebelsky. Sulla figura di Gobetti, invece, Zagrebelsky ha aggiunto che i suoi insegnamenti sono stati “studio, rigore, impegno, nessuna paura e soprattutto nessun voltagabbanismo”.
Dopo le celebrazioni per il centenario della morte di Gobetti, Mattarella si è recato nella sede del quotidiano La Stampa per un breve saluto. Un gesto di solidarietà per la redazione, che era stata assaltata lo scorso 28 novembre da un centinaio di manifestanti, che avevano messo a soqquadro i locali. La visita era programmata per l’ultima volta che il capo dello Stato si era recato a Torino ma poi era saltata per la concomitanza di uno sciopero del quotidiano. Al termine della sua visita, Mattarella, salutando il direttore Andrea Malaguti ha ribadito la “solidarietà per i fatti di fine novembre” ed espresso il suo “apprezzamento per il giornale” e “gli auguri per il futuro”, sottolineando: “I giornali sono pilastri della democrazia, mi raccomando”. “Cerchiamo di conservarlo”, la risposta di Malaguti, che ha ringraziato il capo dello Stato per la visita.
– foto Quirinale –
(ITALPRESS).