ROMA (ITALPRESS) – Caldo, siccità e maltempo mettono alla prova il pomodoro italiano. La campagna 2026 si presenta complessa, con condizioni molto diverse tra Nord e Sud.L’Italia resta un gigante del settore: nel 2025 sono stati coltivati quasi 79 mila ettari, con una produzione superiore a 5,8 milioni di tonnellate, che ha riportato il nostro Paese al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti.
Nel bacino del Centro-Sud, la scarsità d’acqua e le alte temperature hanno accelerato la maturazione dei frutti, rendendo più difficile gestire raccolta e irrigazione. Al Nord, invece, sono stati nubifragi e grandinate a colpire alcune coltivazioni.
Una situazione che non sembra però aver compromesso la qualità del prodotto, che mantiene buoni livelli di zuccheri e lascia ben sperare per la trasformazione.
Resta il nodo dei costi. Nel Nord Italia il prezzo concordato per il pomodoro tondo è di circa 135 euro a tonnellata, ma per gli agricoltori si tratta di una cifra che rischia di non compensare l’aumento delle spese per carburanti, irrigazione e altri input produttivi.
E il clima, insieme ai costi della filiera, potrebbe avere conseguenze anche sulla spesa. Per l’autunno si prevedono prezzi della passata sostanzialmente stabili, ma con possibili aumenti fino al 5% per i prodotti premium e italiani.
gsl