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Schlein “C’è ancora tanto da fare per contrastare la mafia. Oltre a repressione bisogna parlare di prevenzione”

Schlein “C’è ancora tanto da fare per contrastare la mafia. Oltre a repressione bisogna parlare di prevenzione”

PALERMO (ITALPRESS) – “È un piacere partecipare a Legami di memoria, un’iniziativa importante che è anche un’occasione per riflettere su quanto sia ancora viva l’eredità di persone straordinarie come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: c’è ancora tanto da fare per contrastare le mafie, le loro infiltrazioni nell’economia legale, nelle istituzioni e nella politica, il modo in cui fanno interessi e in cui portano avanti minacce e intimidazioni”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein a margine di “Legami di memoria”, incontro al Centro studi Paolo e Rita Borsellino a Palermo. “Solo qualche mese fa, proprio qui a Palermo, ho incontrato alcuni esercenti colpiti da intimidazioni mafiose a Sferracavallo – aggiunge Schlein -. Non vanno lasciati da soli, serve un abbraccio di tutta la comunità non solo cittadina ma anche regionale e nazionale”.

“Bisogna continuare ad alzare la guardia e i presidii di legalità, soprattutto in anni in cui sono arrivati importanti investimenti, e fare il contrario di quello che è stato fatto ad esempio con l’introduzione del subappalto a cascata nel codice degli appalti: alla fine delle lunghe catene di appalti il lavoro è meno sicuro, i lavoratori sono più ricattabili, è più difficile fare controlli ed è più facile inserirsi per gli interessi criminali delle mafie – ha aggiunto Schlein -. Lo sforzo delle istituzioni e di tutta la politica deve essere quello di rendere più efficaci questi controlli: la battaglia contro la criminalità organizzata non è soltanto repressione o rafforzare il lavoro prezioso e insostituibile che ogni giorno fanno magistratura e forze dell’ordine contro le mafie, ma è anche una battaglia culturale che deve partire dalle scuole per sfidare l’omertà e l’indifferenza; è una battaglia che riguarda anzitutto lo Stato e le politiche pubbliche, perché lo Stato deve sempre arrivare prima della mafia e non deve lasciare le persone e le imprese in difficoltà, esposte ai ricatti delle mafie – ha concluso la leader dem -. Lo Stato deve arrivare prima con il supporto contro la povertà, contro il sostegno alle aziende in difficoltà in un paese in cui sappiamo che c’è un calo della produzione industriale da tre anni consecutivi e in cui purtroppo gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa, ma le bollette dell’energia sono tra le più care”.

“Alcune delle scelte fatte in questi anni vanno purtroppo nella direzione sbagliata, sia quando si è scelto di innalzare il tetto del contante sia con l’introduzione del subappalto a cascata nel codice degli appalti: accanto al tema della repressione, su cui bisogna non attaccare i giudici ma sostenere il lavoro che fanno ogni giorno nel contrasto alla crinità organizzata, bisogna parlare di prevenzione e su questo purtroppo si sono ridotti i fondi ai Comuni per le politiche sociali”, ha detto. “Anni fa, proprio a Palermo nel quartiere Borgo Nuovo, ho incontrato delle insegnanti che mi raccontavano la difficoltà che hanno con ragazzi che abbandonano la scuola anticipatamente, oppure saltano spesso le lezioni – continua Schlein -. Questi ragazzi dicevano loro che anche se fossero venuti a scuola questo non li avrebbe aiutati ad avere un futuro migliore. Non deve essere così, non deve essere questa la prospettiva: proprio a partire dalle scuole bisogna fare un grande investimento, perché quello sia il primo luogo di contrasto alle diseguaglianze, in cui costruire le basi per avere un lavoro dignitoso e non precario o sottopagato”.

“Dobbiamo fare tutti in modo che qui si trovi lavoro di qualità e non ci sia il ricatto da parte di organizzazioni criminali che cercano di arruolare anche tra i giovanissimi – conclude Schlein -: la mafia continua a colpire anche in modo violento e quella minaccia intacca tutta la società; non lo dobbiamo consentire, se la società risponde compatta e rifiuta il ricatto delle organizzazioni criminose queste si troveranno più isolate e sarà più facile colpirle e contrastarle anche attraverso la repressione”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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