VENEZIA (ITALPRESS) – “Il mondo è cambiato radicalmente e, trentacinque anni fa, difficilmente avremmo immaginato una deriva di questa natura. Il problema non riguarda soltanto la mancata accoglienza dell’altro, ma un nostro progressivo inaridimento, forse dettato dalla paura: chi ha paura dell’altro, in fondo, ha paura anche di se stesso e si chiude nel proprio particolare, rinunciando alla possibilità di condividere sentimenti e pane”. Lo dice Gianni Amelio che ha presentato, fuori concorso a Venezia, il film “Nessun dolore”. “Una volta l’utopia era una forza che sarebbe poi diventata, a forza di essere utopia, un fatto reale. Questa volta non ci crediamo più. Io sono pessimista”, aggiunge.xr7/mgg/mrv (video di Federica Polidoro)