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Verso linee guida per la riqualificazione sostenibile degli edifici storici pubblici

Verso linee guida per la riqualificazione sostenibile degli edifici storici pubblici

ROMA (ITALPRESS) – L’efficienza energetica del settore edilizio rappresenta un elemento chiave nel percorso di decarbonizzazione e gli edifici storici, che costituiscono una porzione rilevante del patrimonio immobiliare nazionale, rappresentano una sfida importante. Da qui l’esigenza di mettere a confronto istituzioni, enti di ricerca e operatori del settore sull’applicazione dei CAM Edilizia a edifici di valore storico-testimoniale. Sono questi gli obiettivi dell’incontro “Sviluppo sostenibile applicato agli edifici storici in ambito pubblico: riflessioni e casi pratici per una ricostruzione sostenibile capace di coniugare territori, cultura e ambiente”, che ha visto gli interventi, tra gli altri, di Guido Castelli, Commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016; Franco Cotana, Amministratore Delegato di RSE; Pietro Agrello, Dirigente della Divisione Politiche integrate di prodotto ed eco-sostenibilità dei consumi e Criteri Ambientali Minimi del MASE. “Noi abbiamo concepito una ricostruzione che deve procurare non solo la riparazione” dai danni del sisma, “ma anche l’efficientamento energetico. Abbiamo prodotto maggiorazioni specifiche per tutti coloro che migliorano e documentano il rendimento. Non si tratta quindi solo di ricostruire, ma di farlo meglio e in linea con i principi ambientali”, ha affermato Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016.

“Quello del Centro Italia è il cratere più grande d’Europa, 28 miliardi di euro, ed è un cantiere che si propone come laboratorio di prassi e attività che possono essere perfettamente” coniugate “con le richieste di una ricostruzione sostenibile. Per questo – ha proseguito – con Rse abbiamo siglato un protocollo d’intesa finalizzato a verificare come si possono applicare criteri minimi ambientali agli edifici vincolati di pregio culturale che rappresentano un terreno complesso per mettere insieme sostenibilità, vincolo e tutela”. Franco Cotana, Amministratore Delegato RSE, ha ricordato che quello degli “edifici storici è un settore dove non è facile fare efficienza energetica, ma è un dovere anche per la custodia di questo patrimonio che caratterizza il nostro territorio che è da salvaguardare. Sappiamo bene che ormai l’energia è un bene preziosissimo e anche caro, è un argomento oggetto di crisi politiche internazionali, quindi fare efficienza e non sprecare energia è un dovere di tutti, un’esigenza per mantenere anche la sostenibilità economica di molti edifici storici con le tecnologie che Rse sa mettere in campo. La ricostruzione non deve essere un restauro ma deve essere di qualità, questo cratere è diventato quasi un laboratorio che deve coniugare una ricostruzione rapida ma, appunto, di qualità”, ha aggiunto.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli obiettivi e i primi esiti del percorso con l’obiettivo di realizzare le linea guida per un’applicazione dei CAM sugli edifici storici. L’analisi è stata condotta su 30 casi studio distribuiti su gran parte dell’Italia e hanno analizzato alcuni edifici storici, tra questi l’Ex Convento di San Domenico a Teramo con un intervento di miglioramento sismico, il Palazzo Comunale di Tolentino dove sono previsti riparazione dei danni e miglioramento sismico, il Casale della Vaccareccia a Roma, oggetto di un intervento integrato di restauro e rifunzionalizzazione con adeguamento degli spazi e approvvigionamento energetico.

– foto xb1/Italpress –

(ITALPRESS).

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