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400 lezioni e 50mila studenti coinvolti, i numeri del Programma Peses dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

400 lezioni e 50mila studenti coinvolti, i numeri del Programma Peses dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

MILANO (ITALPRESS) – Peses, il Programma di educazione per le Scienze economiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori, sta per concludere il terzo anno di vita e raggiunge un traguardo importante: le prime 400 lezioni nelle scuole secondarie di secondo grado, coinvolgendo come relatori personalità di rilievo del panorama economico, giuridico, politico, scientifico e imprenditoriale del Paese in tutto il territorio nazionale, ossia coprendo tutte le Regioni italiane. “Aver raggiunto la quota di 400 lezioni significa avere incontrato circa 50.000 studenti, non un numero da poco” commenta Carlo Cottarelli, docente della Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative e direttore dell’Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, che ha ideato e dirige il programma Peses. “Il bilancio è ottimo, c’è grande interesse per questo progetto da parte delle scuole di tutta Italia. Tant’è che non riusciamo a coprire tutte le domande che arrivano, pertanto diamo precedenza alle scuole che non sono state selezionate l’anno precedente”. “L’obiettivo è mantenere un altissimo livello tra le personalità coinvolte nel programma” aggiunge Cottarelli. “Tra le novità di quest’anno c’è la presenza della fisica Fabiola Gianotti, già direttrice generale del Cern di Ginevra e prima donna a guidarlo. Con lei, agli economisti, ai giuristi, ai politici, Peses aggiunge un nuovo profilo: quello degli scienziati. Ma puntiamo anche sui grandi imprenditori, come Marco Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Carlo Bonomi. Sono persone che fanno fatica a trovare del tempo, e ci fa molto piacere che riescano a farlo per il nostro programma”.

“Il punto di forza di Peses è il dialogo con gli studenti” continua il professor Cottarelli. “Non si tratta di una semplice visita nelle scuole, ma un diretto contatto tra lo studente e la personalità che è ospite. Ogni protagonista dell’incontro, poi, lo plasma a suo piacimento. A Beppe Severgnini, per esempio, piace fare un ping pong di domande e risposte con gli studenti, io preferisco ricevere tutte le domande e poi fare un approfondimento sui temi che interessano di più a chi ho di fronte”. “L’altra cosa che abbiamo notato è l’apprezzamento degli insegnant – prosegue Cottarelli –. Crediamo fermamente che questo programma sia utile a studentesse e studenti, ma serva anche a dare fiducia ai loro insegnanti. Perché, in fondo, vedere Mario Draghi entrare in una scuola di Terni dà fiducia anche agli insegnanti di quella scuola. E infatti i messaggi che riceviamo dalle scuole a seguito degli incontri ci fanno molto piacere”. “Quello che a noi interessa, in definitiva, è il contatto tra gli studenti e qualcuno che abbia avuto un’esperienza importante – racconta Cottarelli –. Perché l’obiettivo non è coprire una certa area, sia essa l’economia o il diritto. Questo programma serve innanzitutto a ispirare i giovani. E lo fa insistendo sulla necessità di un dialogo con loro. Quest’anno nelle lezioni che tengo io parlo della globalizzazione e dei potenziali rischi geopolitici ad essa correlati, prendendo piede dal primo capitolo del mio ultimo libro “L’economia facile. Risposte semplici per capire il mondo” (Solferino, 2026). Mi piace parlare di cose di grande attualità, ho notato più spontaneità tra gli studenti. Così le loro domande sono meno preparate, quasi sempre generate da temi attuali e molto interessanti”.

– foto ufficio stampa Università Cattolica del Sacro Cuore –

(ITALPRESS).

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